Ora legale e smart working per risparmiare energia?
Il ministro dice “no”

16 Settembre 2022

Visti e invocati da molti come provvedimenti che consentirebbero di risparmiare energia in un momento così difficile e delicato, il mantenimento dell’ora legale e una maggiore applicazione dello smart working “darebbero poco vantaggio”.
Lo ha spiegato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani: “Sul mantenere l’ora legale abbiamo degli studi, se ne è parlato anche alcuni mesi fa. Quell’ora che si guadagna la sera, la si perde la mattina. Il vantaggio medio non è altissimo. E se non lo si fa unitariamente con gli altri Paesi, poi, ci sono problemi non da poco per il cambio al confine. Non è particolarmente utile per il risparmio, ma se ci dovesse essere un inasprimento del problema lo considereremo”.
Il ministro ha aggiunto che in tema di risparmio “si è parlato anche di smart working: ma un 30 per cento di persone in ufficio rimangono sempre e il rapporto costo beneficio non è così immediato”.

IL RISPARMIO CON L’ORA LEGALE
Nei 7 mesi in cui sarà in vigore l’ora legale, secondo le stime di Terna (la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale) l’Italia risparmierà oltre 190 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 420 milioni di kilowattora, che consentirà, inoltre, di apportare un importante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 200 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera.
Il periodo di ora legale è cominciato domenica 27 marzo e terminerà il 30 ottobre, con il ritorno all’ora solare.
Nel periodo primavera-estate, i mesi che segnano il maggior risparmio energetico stimato da Terna sono aprile e ottobre.
Spostando in avanti le lancette di un’ora, infatti, si ritarda l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi l’effetto ritardo nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate e fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico.
Dal 2004 al 2021, secondo l’analisi della società, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,5 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di oltre 1,8 miliardi di euro.
Il beneficio economico stimato per il periodo di ora legale nel 2022 è calcolato considerando che il costo del kilowattora medio per il cliente domestico tipo in tutela è, attualmente, pari a circa 46,03 centesimi di euro al lordo delle imposte.
I circa 420 milioni di kilowattora di minori consumi di elettricità equivalgono al fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie.

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