Bodyheat, il calore di chi balla in discoteca viene usato
per produrre energia

12 Novembre 2022

“I party di oggi danno energia a quelli di domani. Usiamo la notte per salvare il giorno”.
È con questi slogan che si presenta Bodyheat, il sistema sperimentale installato nella discoteca SWG3 di Glasgow, in Scozia.
Il principio sembra molto semplice: ballando, le persone producono calore corporeo, che attraverso Bodyheat viene immagazzinato per poi essere utilizzato per scaldare o rinfrescare il locale stesso.
“In questo modo riusciamo a eliminare 70 tonnellate di Co2 ogni anno – spiegano i responsabili – il sistema può generare dai 250 ai 600 watt in base all’intensità della musica”.
Il vantaggio quindi è triplo: meno inquinamento in atmosfera, meno energia consumata e risparmio sulle bollette.
Come è possibile? TownRock Energy, azienda di consulenza nel campo dell’energia, ha progettato Bodyheat ed ha scelto la discoteca SWG3 per testarlo. Il punto di partenza è rappresentato dai vecchi impianti presenti in tutti i locali, i quali, solitamente, aspirano l’aria calda prodotta dalle persone che ballano per convogliarla all’esterno. In questo, invece, questo “patrimonio energetico” viene raccolto sotto il pavimento e va ad alimentare una sorta di batteria, cha fa funzionare il riscaldamento e il raffrescamento.
Il sistema può generare dai 250 ai 600 watt, ma un implementazione futura potrebbe portare anche all’indipendenza energetica delle strutture in cui dunque Bodyheat è installato.
L’amministratore delegato di SWG3, Andrew Fleming-Brown, ha chiarito che l’obiettivo è “raggiungere emissioni zero entro il 2025. L’investimento fatto verrà ammortizzato nel giro di cinque anni grazie al risparmio in bolletta. Se riusciamo a farlo funzionare qui, non c’è motivo per cui non possa farlo anche altrove”.
Gli inventori la definiscono “una pionieristica tecnologia che dimostra un genuino interesse per le future generazioni e per la cura di questo fragile pianeta che noi chiamiamo casa”, ribadendo la possibilità di utilizzare Bodyheat “ovunque si raduni una folla” e annunciando “lo studio di un sistema mobile per i festival”.

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