Platano ornamentale e platano (banano) pane dei Caraibi
Questo tipo di albero, servito come un ortaggio (previa cottura), è sempre più diffuso anche nel nostro territorio
Dea De Angelis
|4 ore fa

Platano ornamentale in un parco giochi lungo il Pubblico Passeggio - © Libertà/Dea De Angelis
Servire su un piatto un platano si può fare purché non sia il platano albero ornamentale, quello tanto diffuso nell’ecosistema urbano perché particolarmente resiliente agli inquinanti urbani. La sua corteccia che si sfalda in grandi placche racconta proprio la sua reazione alle molecole nocive nell’aria. A Piacenza caratterizza il perimetro delle antiche mura cittadine, il Pubblico Passeggio in particolare, con esemplari secolari e alcuni giovani alberelli (come in viale Tramello) in sostituzione a vecchie piante abbattute per questioni di pubblica sicurezza. La sua presenza è diffusa in tutti i paesi della provincia con filari lungo i viali. Per esempio, vicino all’ingresso dell’Istituto Comprensivo di Pianello, in Valtidone.
Il platano, spoglio in questo periodo dell’anno, ma con i frutti pendenti, come quello in fotografia nel parco giochi, è - dicevamo - albero solo ornamentale. Immaginiamo come durante la primavera e durante la torrida estate regali una gradevole ombra allo spazio gioco per i bambini, i nonni o gli accompagnatori. E allora, vi chiederete, quale platano si può servire su un piatto? Il frutto chiamato “platano” di un albero che in realtà non è proprio un vero albero, ma un’erba gigante con foglie enormi usate – pensate - anche come piatto. Questo frutto tropicale (diffuso anche a Zanzibar, isola nell’Oceano Indiano al largo della Tanzania), a differenza della (dolce) banana classica, cui somiglia moltissimo nella forma, ma non nelle dimensioni, si può mangiare solo cucinato. Ecco quindi servito il platano.
Il platano, spoglio in questo periodo dell’anno, ma con i frutti pendenti, come quello in fotografia nel parco giochi, è - dicevamo - albero solo ornamentale. Immaginiamo come durante la primavera e durante la torrida estate regali una gradevole ombra allo spazio gioco per i bambini, i nonni o gli accompagnatori. E allora, vi chiederete, quale platano si può servire su un piatto? Il frutto chiamato “platano” di un albero che in realtà non è proprio un vero albero, ma un’erba gigante con foglie enormi usate – pensate - anche come piatto. Questo frutto tropicale (diffuso anche a Zanzibar, isola nell’Oceano Indiano al largo della Tanzania), a differenza della (dolce) banana classica, cui somiglia moltissimo nella forma, ma non nelle dimensioni, si può mangiare solo cucinato. Ecco quindi servito il platano.

Usato come un ortaggio (la patata) in piatti salati, il platano, contrariamente alla banana gialla, non va mai servito crudo, ma viene cotto. Sbucciato si cuoce in acqua o fritto. L’albero di banano col suo frutto dolce e il banano platano (o pane dei Caraibi) col suo frutto salato sono cugini tropicali che crescono in clima caldo umido sebbene oggi, forse favoriti dal “global warming”, dal riscaldamento globale e dalla tropicalizzazione del bacino Mediterraneo, vengano entrambi coltivati anche in Italia meridionale e la loro presenza sia sempre più diffusa nei nostri giardini, pubblici o privati. Bizzarrie di un mondo che cambia nei costumi molto, troppo, velocemente.
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