Via alle Olimpiadi, il ricordo dorato di Sanfratello
Il piacentino nel 2006 a Torino vinse la medaglia d'oro nel pattinaggio di velocità su ghiaccio
Luca Ziliani
|8 ore fa

Ippolito Sanfratello in gara alle Olimpiadi invernali di Torino 2006
Come vola il tempo. Una frase che si sente spesso dire nelle chiacchiere quotidiane, quando fatti ed emozioni di anni fa sembrano accadute ieri o poco prima. Se poi l’evento è lo stesso e a ospitarlo a distanza di tempo è sempre l’Italia, ecco che i ricordi affiorano ancora più forti.
Sono passati quasi 20 anni (era il 16 febbraio 2006) da quando un piacentino saliva sul tetto olimpico: a firmare l’impresa, il pattinatore Ippolito Sanfratello, medaglia d’oro ai Giochi invernali di Torino 2006 portando l’Italia sul gradino più alto del podio a cinque cerchi insieme a Matteo Anesi, Stefano Donagrandi ed Enrico Fabris. Vent’anni dopo, Sanfratello è “immerso” nell’edizione di Milano-Cortina pronta a far emozionare tutta l’Italia ricoprendo il ruolo di segretario generale della Federazione italiana Sport del ghiaccio (Fisg).
«Il ricordo di Torino - riavvolge il nastro Sanfratello - è ancora vivo, l’ho vissuto da atleta, ora le sensazioni in altri ruoli sono diverse ma mi immedesimo negli atleti e nei loro volti vedo ciò che provavo io e quindi le emozioni sono ancora presenti».
Sono passati quasi 20 anni (era il 16 febbraio 2006) da quando un piacentino saliva sul tetto olimpico: a firmare l’impresa, il pattinatore Ippolito Sanfratello, medaglia d’oro ai Giochi invernali di Torino 2006 portando l’Italia sul gradino più alto del podio a cinque cerchi insieme a Matteo Anesi, Stefano Donagrandi ed Enrico Fabris. Vent’anni dopo, Sanfratello è “immerso” nell’edizione di Milano-Cortina pronta a far emozionare tutta l’Italia ricoprendo il ruolo di segretario generale della Federazione italiana Sport del ghiaccio (Fisg).
«Il ricordo di Torino - riavvolge il nastro Sanfratello - è ancora vivo, l’ho vissuto da atleta, ora le sensazioni in altri ruoli sono diverse ma mi immedesimo negli atleti e nei loro volti vedo ciò che provavo io e quindi le emozioni sono ancora presenti».

Quindi guarda all’attualità.
«Ricopro il ruolo di segretario della Fisg, che a Milano-Cortina vedrà l’Italia in gara in diverse discipline come curling, hockey, pattinaggio di figura, pattinaggio su pista lunga e short track. Le ambizioni dell’Italia sono alte, nelle scorse stagioni gli atleti hanno colto risultati importanti, poi le Olimpiadi sono sempre una gara a sè. Nella gara a cinque cerchi entrano in gioco fattori che a volte non riesci a controllare. Gli azzurri e le azzurre giocano in casa, ci sono emozione e pressione, aspetti da gestire in modo personale. L’inizio positivo di curling e hockey dà morale a tutta la squadra azzurra, perché tutti tifano per tutti: é la magia olimpica».
Ieri mattina, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita al Villaggio Olimpico a Milano pranzando con gli azzurri.
«E’ stato un momento molto emozionante - racconta Ippolito - è una persona veramente di grande spessore, oltre a essere cordiale e simpatico. Ha fatto un discorso molto bello evidenziando ovviamente l’importanza di questo evento, ma ha anche scherzato con gli atleti. E’ un uomo veramente appassionato di sport e le sue visite sono sempre molto sentite e partecipate e vanno oltre il dovere istituzionale».
Il giovedì del piacentino si è arricchito di un altro momento che resterà impresso nella sua memoria. Sanfratello, infatti, ha ricoperto il ruolo di tedoforo nella staffetta all’interno del Villaggio Olimpico.
«Io ho percorso la prima parte, per poi passare il testimone a Hugo Herrnhof (ex pattinatore azzurro di short track già protagonista alle Olimpiadi, ndc). E’ stata un’emozione molto bella, pensavo di essere abituato da atleta al clima dei Giochi, ma questo compito mi ha piacevolmente sorpreso. Quando si è accesa la torcia si è acceso un “fuoco” anche dentro di me».

Per lui, come per tantissime persone, sono giorni frenetici e densi di lavoro.
«Per un’Olimpiade si lavora tutto il quadriennio, ma gli ultimi due anni sono stati più intensi. Nel mio ruolo c’è anche la responsabilità di coordinare la preparazione di alto livello, parlando con i vari direttori tecnici. Inoltre, come Federazione siamo stati coinvolti per alcuni aspetti organizzativi tra cui la formazione di persone impegnate poi sui campi gara».
E’ cambiato lo spirito olimpico a distanza di 20 anni?
«Vedo le stesse emozioni e la stessa determinazione degli atleti che arrivano in Italia con il desiderio di conquistare una medaglia, poi ovviamente in così tanto tempo sia gli stessi atleti, sia i tecnici si sono evoluti. Oggigiorno, c’è molta più esposizione mediatica, un aspetto in più che complica ulteriormente la gestione di ogni atleta. E’ fondamentale scindere competizione e contorno per trovare la giusta concentrazione. Per come le vive il pubblico, invece, faccio fatica a tracciare un parallelo con Torino 2006 perché lì da atleta ero immerso in una bolla, mentre qui non sono ancora riuscito a vedere le prime gare a causa di impegni organizzativi. Per quel che ho percepito, comunque, l’interesse della gente c’è».

