Polenghi: «Non molliamo, l'obiettivo non cambia»

Il presidente del Piacenza parla chiaro: «Ko di Pistoia immeritato, il campionato non è finito»

Paolo Gentilotti
|7 ore fa
Polenghi: «Non molliamo, l'obiettivo non cambia»
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La tentazione è forte: quella di vedere finito il campionato. Impossibile rimontare 7 punti in 12 giornate alla capolista Desenzano, che però dovrà rinunciare a lungo a due sue stelle, Gori e Brighenti. Ecco allora che si affaccia un po’ di speranza, corroborata da un Lentigione-Desenzano che domenica promette scintille. Si ragiona così, da fuori, dopo il ko del Piace a Pistoia, quella sconfitta che non sarebbe mai dovuta succedere. E da dentro? Passaggio per il vertice della società: il presidente Marco Polenghi.
Ci spiega innanzitutto qual è il suo stato d’animo oggi?
«Positivo, perché ragiono sul lungo periodo e se la sconfitta di Pistoia ha fatto male, per come è maturata, la situazione non è cambiata granché: eravamo a -6 dalla vetta, ora siamo a -7. Il ko brucia brucia perché siamo stati pienamente all’altezza dell’avversario, il che conferma quanto siano importati i valori della squadra; brucia perché abbiamo preso gol, per un nostro errore, nel momento in cui eravamo in controllo della partita; brucia perché se, fosse stato dato il rigore evidente su Campagna, la partita avrebbe preso un’altra piega».
Davvero l’obiettivo promozione è ancora reale?
«Lo è come e più di prima: ci sono dodici partite da giocare, i miei soci ed io non siamo abituati a mollare, tantomeno alla prima settimana di febbraio. Il campionato non è morto, è soggetto a oscillazioni, come lo è stato nel girone d’andata. E aggiungo che proprio alla fine dell’andata eravamo arrivati a -2 dal primato, non vedo perché non possiamo ripetere un filotto importante nella seconda parte del girone di ritorno».
I jolly però sono finiti...
«Non ne abbiamo più, questo ci deve rendere ancora più determinati e solidali. a cominciare da domenica: partita da vincere a tutti i costi come quelle che seguiranno».
Ok, ma cosa è mancato fin qui alla squadra?
«I numeri direbbero che abbiamo preso troppi gol, io dico che ci ha danneggiato la sosta: ci ha fermato in un momento nel quale stavamo andando a mille».
De Vitis e Ganz: due acquisti che confermano la volontà di non mollare.
«Esattamente quello, e per quanto riguarda De Vitis ci aggiungo una bella dimostrazione di rispetto per il passato della nostra società. Siamo sempre grati ai nostri tifosi, ci danno un sostegno enorme, ci dobbiamo battere fino in fondo soprattutto per loro. E ne abbiamo le possibilità. Non dimentichi Asencio, che è un giocatore di categoria superiore».
Comunque vada, stavolta niente rivoluzioni?
«La rivoluzione la lasciamo ai francesi... Noi abbiamo creato un gruppo forte e su quello lavoreremo per migliorarlo sempre. La strada è segnata, niente sbandamenti: il Lentigione può essere una fonte di ispirazione».
Un campionato da recuperare, il rinnovo della convenzione dello stadio, la creazione del centro sportivo. Il lavoro non manca.