«Gli aumenti dei rifiuti non devono essere scaricati sulle famiglie»
Presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil che chiedono un tavolo di confronto con Atersir, Iren e Comune: «I cittadini fanno già la loro parte»
Redazione
|13 ore fa

Per far quadrare i conti molti Comuni sono costretti ad aumentare la tassa dei rifiuti
«L’impegno crescente richiesto nella raccolta differenziata non può tradursi nell’ennesimo aumento delle tariffe. Occorre un confronto con le parti sociali e con le amministrazioni locali. Cgil, Cils e Uil di Piacenza intervengono sul Piano economico e finanziario (Pef) del servizio rifiuti approvato da Atersir, che prevede un ulteriore incremento dei costi presentato ai territori a ridosso delle scadenze per l’approvazione. «A pagare gli effetti diretti di queste decisioni saranno ancora una volta le famiglie, i lavoratori e i pensionati», dichiarano i segretari generali territoriali. «Nel Piacentino cittadini, condomini ed esercizi commerciali stanno facendo la propria parte: cresce la raccolta differenziata e aumentano gli adempimenti, le regole di conferimento, le dotazioni obbligatorie e le responsabilità poste in capo agli utenti. A questo maggiore impegno dovrebbero corrispondere un servizio più efficiente, costi più trasparenti e tariffe più eque. Invece assistiamo a nuovi aumenti, senza che sia stato garantito un confronto preventivo e reale con i territori e con le parti sociali».
Per le parti sociali la vigilanza su prezzi e tariffe rappresenta un terreno fondamentale dell’azione sindacale, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a erodere salari e pensioni.
«L’aumento della Tari si aggiunge alle bollette energetiche, alle spese per la casa, agli alimentari e a tutti gli altri rincari che pesano sui bilanci familiari. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i nuclei a reddito medio e basso, che incontriamo quotidianamente nelle nostre sedi e nei luoghi di lavoro. Difendere salari e pensioni significa anche impedire che decisioni assunte senza un adeguato confronto scarichino nuovi costi su chi ha meno possibilità di sostenerli».
I sindacati esprimono preoccupazione anche per la condizione dei Comuni, molti dei quali, a causa di bilanci già fortemente compressi, non dispongono delle risorse necessarie per attenuare gli aumenti a carico dei cittadini.
«Non è accettabile che i Comuni vengano messi davanti a decisioni già definite e che, alla fine, l’unica soluzione sia trasferire i maggiori costi sulle bollette. Occorre conoscere nel dettaglio le ragioni degli aumenti, verificare l’efficienza del servizio e valutare ogni possibilità di contenimento delle tariffe».
Cgil, Cisl e Uil chiedono quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Atersir, Iren, Comuni e parti sociali. «Chiediamo trasparenza sui dati e sulla formazione dei costi, tempi adeguati per esaminare i documenti prima delle scadenze e una partecipazione effettiva dei territori alla costruzione dei prossimi Piani economici e finanziari. Il confronto non può essere convocato quando le decisioni sono già state prese: deve avvenire prima, per tutelare concretamente famiglie, lavoratori, pensionati e imprese».
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