«Un cane non è un rifiuto che si può gettare via»
Amstaff morto alla catena, Maria Vittoria Brambilla parte civile
Riccardo Foti
|11 mesi fa

«Se le indagini confermeranno la cronaca, direi che l’aspetto più orribile di questa vicenda è la noncuranza, l’indifferenza con cui si è abbandonato un essere senziente a un prevedibilissimo destino di sofferenza e di morte. Un cane non è un rifiuto. E non si getta via come tale».
Così Maria Vittoria Brambilla, parlamentare con Noi Moderati, presidente della Leidaa, la Lega italiana difesa animali e ambiente, e dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, si esprime sulla notizia - riportata da “Libertà” negli scorsi giorni - del cane meticcio, un Amstaff, deceduto nella nostra provincia mentre era legato a una catena.
Dall’1 luglio è entrata in vigore la legge che porta il suo nome e che prevede un inasprimento delle pene previste per chi commette reati nei confronti degli animali, d’ora in avanti riconosciuti nel nostro Paese come esseri senzienti e soggetti di diritto, non più semplici “oggetti” o “beni mobili”.
Brambilla attraverso un post Facebook, aveva annunciato nei giorni scorsi la volontà di costituirsi parte civile a un eventuale processo nei confronti del proprietario del cane, un giovane 28enne.
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