Quei cantieri rimasti a metà o al palo. «Scegliere imprese del territorio»
Il piacentino Maurizio Croci, presidente regionale dell'associazione costruttori edili (Ance): «Certi danni ricadono anzitutto sulla collettività e la filiera»

Patrizia Soffientini
|5 mesi fa

Il cantiere di Porta Borghetto. opera da tre milioni di euro di cui 2,5 coperti dal Pnrr
Cantieri che non partono. Cantieri fermi a metà. Forse per anni. Cantieri che potrebbero non farcela a tagliare il traguardo del Pnrr. Cantieri che spezzano la schiena a schiere di piccoli fornitori locali quando l’impresa “molla” senza finire i lavori.
Sono problemi concreti e nemmeno rari nel Piacentino come in altre città. Spesso si tratta di imprese scelte al massimo ribasso, spesso arrivano da lontano.
«Non consegnare un’opera pubblica è un danno per tutta la comunità, per i fornitori, per i subappaltatori». E’ questa la sintesi cartesiana che ne trae il piacentino Maurizio Croci, presidente regionale in Emilia-Romagna di Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili.
«Bisogna cercare sistemi di aggiudicazione degli appalti un po’ diversi - è la considerazione di Croci per arginare i cantieri dimezzati - e porre attenzione ad aziende di prossimità, che sono in Lombardia, in provincia di Parma o di Reggio Emilia, non solo di Piacenza. E’ una linea da seguire, il Comune lo sta facendo per alcuni appalti fino a 5 milioni di euro».
Dunque, una chiave auspicabile quando si fanno si fanno bandi di gara è quella di dare priorità ad aziende più vicine nel territorio, di cui è più facile verificare anche la solidità. «Questa linea è nel Nuovo codice degli appalti, porre attenzione alle piccole e medie aziende». Siamo nella cornice di una norma nazionale.
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