Un museo multimediale dedicato a Scalabrini racconta l'emigrazione
Redazione Online
|1 anno fa

È “giovanissimo”, ma il Museo Emigrazione Scalabrini (Mes) racconta una storia lunga un secolo e mezzo che dal 1876 a oggi ha coinvolto il destino di milioni di persone.
Lo fa utilizzando strumenti multimediali accanto a ricostruzioni dove si è invitati a entrare, prendendo parte all’allestimento. Si ascolta, si guarda, si riflette e ci si emoziona nel percorso avvolto nel buio che si apre una volta entrati nel chiostro della Casa madre degli Scalabriniani in via Torta (ingresso su prenotazione, email: [email protected], tel. 3343503240).
Lo fa utilizzando strumenti multimediali accanto a ricostruzioni dove si è invitati a entrare, prendendo parte all’allestimento. Si ascolta, si guarda, si riflette e ci si emoziona nel percorso avvolto nel buio che si apre una volta entrati nel chiostro della Casa madre degli Scalabriniani in via Torta (ingresso su prenotazione, email: [email protected], tel. 3343503240).
Un’esperienza resa possibile anche grazie alle risorse archivistiche della congregazione fondata a Piacenza dal vescovo Scalabrini nel 1887. Ai missionari va dunque il merito di aver documentato un fenomeno del quale il futuro santo aveva presto capito le molteplici implicazioni, sia a livello personale per i singoli migranti e le loro famiglie, sia a livello sociale per le comunità di partenza e di arrivo. Viaggi spinti dalla fame e dalla miseria di una campagna lasciata a sé stessa, nel disinteresse della politica post-unitaria, come denunciato dall’Inchiesta agraria parlamentare del 1877.

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