Zero proposte per i Giardini sonori: bando deserto. "Troppe spese di gestione"
Redazione Online
|2 anni fa

Nessun soggetto, neppure quello uscente, interessato alla gestione dei Giardini sonori. Tra le cause, ci sono le difficili condizioni economiche: zero contributi e bollette a carico dell’affidatario. Così l’avviso pubblico per la concessione della struttura comunale – un importante spazio giovanile in città, alla Cavallerizza – è andato deserto. Molte realtà locali, in prima battuta, hanno scartato la possibilità di proporsi per la sala prove e studio di registrazione per artisti o gruppi alle porte del centro storico di Piacenza
Lo conferma Jacopo Rossi dell’associazione “Giano”, responsabile dei Giardini sonori dal 2018 ad oggi (fino al 30 settembre): “Non abbiamo preso parte all’iter in questa fase – spiega – le richieste dell’amministrazione sono difficili. Le condizioni prevedono il pagamento annuo di mille euro d’affitto, un prezzo calmierato certo, oltre a ottomila euro di investimento nell’arco del triennio. Gli altri centri di aggregazione hanno parametri più vantaggiosi. Noi da soli, come associazione “Giano”, avremmo voluto trovare altri partner per fare rete e per rendere più sostenibile la gestione, ma molti di loro non se la sentivano”.
L’affidamento è di durata triennale, con possibilità di rinnovo per un successivo biennio. L’assessore alle politiche giovanili Francesco Brianzi fa sapere che l’amministrazione è “al lavoro per capire come proseguire l’operatività dei Giardini sonori il prima possibile”. Sul caso interviene anche il consigliere di minoranza Luca Zandonella (Lega): “Lo scorso 13 luglio l’affidamento della struttura veniva descritto come profondamente legato agli obiettivi strategici dell’amministrazione comunale, eppure il bando è andato deserto”.
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