Aumenta la pressione sulle cure palliative: a Piacenza la rete tiene
Nel 2025 ben 827 domande per un posto negli hospice, con 373 pazienti seguiti a domicilio. Berté: potenziare l’assistenza a casa
Thomas Trenchi
|2 settimane fa

Il banco di prova quotidiano è sotto gli occhi di tutti: l’aumento delle malattie croniche e l’invecchiamento della popolazione stanno facendo crescere la richiesta di cure palliative. Un tema che riguarda sempre più famiglie e che coinvolge non soltanto i malati oncologici, ma anche persone con patologie neurologiche, insufficienze d’organo avanzate, demenze e situazioni di fragilità. «Le cure palliative oggi non sono più rivolte esclusivamente ai pazienti affetti da tumore - spiega Raffaella Bertè, direttrice del dipartimento Cure primarie e dell’unità operativa complessa Cure palliative dell’Ausl di Piacenza - ma anche a chi convive con malattie progressive che comportano bisogni assistenziali complessi e prolungati nel tempo».
Dietro ai numeri, ci sono persone, storie e famiglie che chiedono sostegno e assistenza. Nel 2025 le richieste di ricovero negli hospice piacentini sono state 827, un dato che mostra quanto la rete sia impegnata. Sul territorio sono presenti due strutture: la Casa di Iris a Piacenza, che dispone di 16 camere, e quella di Borgonovo, con dieci stanze, per un totale di 26 posti letto. «Anche i tassi di occupazione confermano la pressione sui servizi: l’hospice cittadino ha raggiunto il 93,5 per cento di riempimento, mentre quello di Borgonovo si attesta all’86,5 per cento».
Per sostenere l’Associazione cure palliative di Piacenza è in programma una cena benefica martedì 21 maggio alle 20 all’azienda agrituristica Casa Nuova, in via Casa Nuova 31 a Niviano di Rivergaro. L’iniziativa punta a raccogliere fondi a favore della rete che ogni giorno assiste malati e famiglie alle prese con percorsi di cura delicati e spesso molto complessi. Per prenotare è possibile contattare i numeri 335.8210408, 329.5933759 oppure 333.7357986. Tra i promotori della serata c’è anche l’imprenditore Valter Bulla, che sottolinea quanto sia «importante sostenere una realtà che rappresenta un punto di riferimento prezioso per il territorio».
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