«Non sono più solo il mister bravo ma sfortunato»
Eusebio Di Francesco commenta la salvezza del suo Lecce e tifa per il Piace: «Spero sia ripescato in C»
Paolo Gentilotti
|1 settimana fa

Fra le caratteristiche di Eusebio Di Francesco, uno dei più grandi che abbiano vestito la maglia del Piace (per la quale rinunciò anche a quella della Nazionale, c’era da giocare lo spareggio col Cagliari, anno 1997), c’è l’equilibrio: di sentimenti, di comportamenti, di emozioni. Domenica sera ha portato alla salvezza quel Lecce che aveva già allenato all’inizio della carriera di tecnico, quella che ha avuto il punto esclamativo nella Roma terza in campionato e semifinalista in Champions.
Questa salvezza ha per te un significato molto particolare.
«Sì, venivo da due fallimenti, le retrocessioni con Venezia e Frosinone, anche se in entrambi i casi ho avuto tanti attestati di stima per il gioco che abbiamo proposto. Ma nel calcio contano i risultati e io ero diventato l’allenatore bravo, ma sfortunato. Dovevo assolutamente cancellare questa immagine, un terzo fallimento sarebbe stato insopportabile, quella nomea non me la sarei più levata di dosso».
E un pensiero al vecchio Piace?
«Sempre e molto volentieri: spero tanto che venga ripescato in Serie C, la città e la tanta gente che conosco se lo meritano davvero tanto: finalmente si rimetterebbe piede in un calcio più vicino alla realtà».
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