Rientro in classe, un'altra incognita: "A Piacenza a rischio il pre e post scuola per gli alunni"
Redazione Online
|5 anni fa

“Difficile”, per non dire impossibile. L’assessore comunale Jonathan Papamarenghi non lo nega: “Dal 14 settembre, con le nuove normative anti-contagio e la situazione epidemiologica in costante evoluzione, potrebbe essere difficile organizzare in sicurezza il pre e doposcuola negli istituti elementari di Piacenza”. Ecco una delle novità post-Covid che rischia di determinare un forte impatto sul ritorno alla quotidianità di molte famiglie: la sospensione dell’attività di accoglienza degli alunni nelle fasce precedenti o successive al normale orario d’ingresso o uscita. Non si tratta di un fattore secondario: tanti genitori, infatti, non avrebbero più un importante sostegno nelle mattine in cui – a causa di turni di lavoro svantaggiosi – sono impossibilitati a portare in classe o recuperare i propri figli al consueto suono della campanella.
Nei prossimi giorni, gli uffici di palazzo Mercanti incontreranno i presidi anche per sciogliere questo nodo. Al settimo circolo, per esempio, gli iscritti al pre-scuola sono oltre un centinaio: “In linea di massima – dice la preside Domenica Portoghese – l’indicazione è quella di non attuare il servizio per motivi di sicurezza. Tra l’altro, spesso se ne occupano pensionati volontari, cioè soggetti a rischio di contagio”. La sindacalista Paola Votto (Cisl Scuola) conferma questa prospettiva: “In base a quanto ci risulta, la metà degli istituti elementari è orientata a fare a meno del pre e doposcuola. Parliamo di un’attività poco gestibile, in quanto raggrupperebbe gli allievi di classi diverse e renderebbe più complicato il monitoraggio dell’eventuale diffusione del Coronavirus”.
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