Sorpresa per il sindaco Filippo Zangrandi: sette sedie arcobaleno
Dopo i vandalismi alla panchina di Calendasco, idea della scuola: una seduta per ogni classe
Cristian Brusamonti
|11 mesi fa

C’è una nuova panchina arcobaleno a Calendasco, ma stavolta è “diffusa” e sarà impossibile vandalizzarla come accaduto per ben due volte a quella posizionata nel parco giochi comunale: ieri mattina, i ragazzi delle scuole medie hanno voluto esprimere la loro solidarietà al sindaco Filippo Zangrandi invitandolo ad un “flash mob” a sorpresa, nell’ultimo giorno di scuola. Sette sedie, colorate a mano con altrettanti colori, saranno distribuite all’interno delle classi, una per stanza: a loro volta, rappresenteranno un segno di diversità rispetto a tante sedie tutte uguali. Nel cortile della scuola sono apparse ieri mattina le sette sedie, quasi a formare una lunga panchina arcobaleno, sulle quali i ragazzi hanno scritto altrettanti valori base: amore, tolleranza, uguaglianza, accoglienza, rispetto, empatia e solidarietà. «Tutta la comunità si è indignata per quanto accaduto alla panchina arcobaleno » spiegano le insegnanti. «Dal momento che la scuola si impegna a promuovere l’inclusione e la diversità, questo episodio ha rafforzato la nostra esigenza di sensibilizzare, creando un ambiente scolastico più aperto e accogliente. Siamo belli perché siamo tutti diversi: la nostra scuola ha scelto di non restare in panchina». Chiamato a scuola improvvisamente, il sindaco si è trovato di fronte all’omaggio degli alunni. «Mi ha emozionato e sorpreso - ha detto ai ragazzi - Ma l’arcobaleno è come questa scuola, tanti colori diversi che seguono le parole che avete scritto sulle sedie, l’abc del vivere assieme».
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

