Trevisan è il nuovo preside di Agraria: "Piccoli invasi contro la siccità"
Redazione Online
|8 anni fa

E’Marco Trevisan
, ordinario di Chimica Agraria ilnuovo preside
di Scienze agrarie, alimentari e ambientali all’Università Cattolica di Piacenza. Trevisan entrerà in carica dal 1 novembre 2017 e guiderà la facoltà per i prossimi quattro anni. All’elezione di ieri, giovedì 29 giugno, hanno partecipato i docenti di prima e seconda fascia della facoltà. Trevisan, che succede all’uscente Lorenzo Morelli, è il sesto preside della storia della facoltà. All’esperto abbiamo chiesto un commento in merito allasiccità
che attanaglia il territorio piacentino danneggiando in particolare l’agricoltura. “Decisioni politiche e ricerca – spiega Trevisan – possono contribuire a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Mentre la ricerca prosegue sul fronte dell’agricoltura di precisione, andrebbero creatiinvasi
di piccole e medie dimensioni a seconda della portata dei fiumi per raccogliere acqua e creare energia”.
Già direttore dell’Istituto di Chimica Agraria ed Ambientale e del centro Biomass (Osservatorio permanente sugli usi di biomasse in agricoltura), è stato presidente della società italiana di Chimica Agraria e del Gruppo di ricerca fitofarmaci e ambiente. Trevisan si occupa da circa 30 anni degli effetti e della persistenza dei prodotti fitosanitari nell’ambiente e negli alimenti, studiando le relazioni tra xenobiotici (qualsiasi sostanza naturale estranea all’organismo) e sistema suolo-pianta con tecniche chimiche, biochimiche e biotecnologiche. Trevisan ha inoltre partecipato a decine di progetti nazionali e internazionali. La sua attività è documentata da oltre 250 lavori scientifici pubblicati su riviste, libri e convegni.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

