«Se resti indietro nello spazio, resti indietro sulla Terra»
Il giornalista Emilio Cozzi è intervenuto in Università Cattolica per parlare del presente e del futuro dell’esperienza spaziale dell’essere umano
Filippo L.
|1 anno fa

«Siamo all’inizio di un nuovo rinascimento». Emilio Cozzi, giornalista scientifico autore del libro “Geopolitica dello spazio”, è intervenuto in Università Cattolica per parlare del presente e del futuro prossimo dell’esperienza spaziale dell’essere umano. Lo ha fatto lanciando subito un messaggio: «Se resti indietro nello spazio, resti indietro sulla Terra».
Invitato dall’associazione studentesca dell'ateneo “La svolta” e da “PoliSpace”, gruppo del Politecnico di Milano, con la collaborazione scientifica del docente della Cattolica Francesco Timpano, Cozzi ha intrattenuto i presenti parlando dell’influenza crescente degli investimenti spaziali sul settore della difesa, il ruolo geopolitico dell’Europa rispetto a potenze emergenti come Cina, India e Turchia, e il peso del settore privato con protagonisti come SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk.
«Lo spazio oggi è un po’ come Internet all’inizio degli Anni 90 - afferma Cozzi - non è una moda, è qui per rimanere. Integra la nostra vita quotidiana e d’ora in poi di Spazio ne parleremo sempre più». «Il viaggio nel cosmo dell’umanità è solo all’inizio - continua - potrà rallentare perché dissidi e conflitti sulla Terra potrebbero dirottare altrove le risorse. Ma abbiamo capito come lo spazio sia fondamentale per la nostra vita: si pensi al Gps, alle telecomunicazioni, al meteo. Abbiamo purtroppo compreso anche come presidiare lo spazio a livello militare sia fondamentale per controllare la Terra. La corsa non si fermerà».
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Invitato dall’associazione studentesca dell'ateneo “La svolta” e da “PoliSpace”, gruppo del Politecnico di Milano, con la collaborazione scientifica del docente della Cattolica Francesco Timpano, Cozzi ha intrattenuto i presenti parlando dell’influenza crescente degli investimenti spaziali sul settore della difesa, il ruolo geopolitico dell’Europa rispetto a potenze emergenti come Cina, India e Turchia, e il peso del settore privato con protagonisti come SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk.
«Lo spazio oggi è un po’ come Internet all’inizio degli Anni 90 - afferma Cozzi - non è una moda, è qui per rimanere. Integra la nostra vita quotidiana e d’ora in poi di Spazio ne parleremo sempre più». «Il viaggio nel cosmo dell’umanità è solo all’inizio - continua - potrà rallentare perché dissidi e conflitti sulla Terra potrebbero dirottare altrove le risorse. Ma abbiamo capito come lo spazio sia fondamentale per la nostra vita: si pensi al Gps, alle telecomunicazioni, al meteo. Abbiamo purtroppo compreso anche come presidiare lo spazio a livello militare sia fondamentale per controllare la Terra. La corsa non si fermerà».
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