Salgono i contagi, "ma non si va dritti in ospedale". Più lavoro per le Usca: +34,1%
Redazione Online
|4 anni fa

La sotto-variante Omicron spaventa molto meno e non manda dritti in ospedale, però è assai contagiosa e regala ai contagiati, si fa per dire, almeno tre giorni di febbre a 38, raffreddore, rinite, cefalea e malesseri generali. In certi casi anche diarrea. I contagi aumentano, proprio mentre la guarnigione delle Usca di Piacenza smagrisce, non saranno rinnovati gli arruolamenti di operatori sanitari.
La grande trasmissibilità della variante agita chi ne è colpito. Le Usca, sentinelle e sensori sanitari sul territorio, tornano d’attualità. E negli ultimi giorni è stato necessario anche rafforzare le fila, potenziare le squadre sul week end. Si ripropone una sorta di contraddizione come la si può osservare a livello nazionale: il contagio riprende vigore, però l’Italia entra in zona bianca, da giovedì 31 marzo si scrive la parola “fine” allo stato d’emergenza nazionale. E da quel giorno scadono anche i contratti che arruolavano specialisti fra le fila delle Usca. Ma diciamo che la centrale di coordinamento resta ben in sella e attiva, tanto che l’esistenza stessa delle Usca è stata prorogata sino al 30 giugno.
I DATI – A Piacenza, nell’ultima settimana, l’incremento di segnalazioni di casi sospetti è cresciuto del 34,1 per cento (per 239 casi segnalati alle Usca) rispetto alla settimana precedente. Dal livello più basso di fine febbraio, ecco infatti la lenta ma costante risalita.
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