Welfare di comunità over 74, cresce il "Custode Solidale"
La rete di assistenza integrata con "ambito sanitario, ma declinata attraverso i servizi sociali
Gabriele Faravelli
|6 mesi fa

Cresce e si sviluppa nel territorio appenninico delle valli Trebbia e Luretta "Custode Solidale", il progetto promosso dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano per un welfare di comunità rivolto agli anziani con più di 74 anni: una rete di assistenza integrata con "ambito sanitario, ma declinata attraverso i servizi sociali, realizzata grazie all'impegno delle Unioni dei comuni montani e alla collaborazione dell'Ausl di Piacenza, delle sezioni provinciali di Croce Rossa e Anpas e dei medici di base.
Proprio l'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta, utilizzando parte dei 200mila euro stanziati dalla Fondazione per “Custode Solidale”, si fa ora promotrice di un corso in collaborazione con l'ente di Formazione Tutor per formare gli operatori socio-sanitari da destinare al servizio. Il percorso formativo si terrà a Bobbio, presso i locali messi a disposizione dall'Amministrazione comunale. Gli organizzatori cercano venti partecipanti e chiuderà le iscrizioni il prossimo 12 dicembre, sono in programma mille ore di attività formativa che inizierà a febbraio 2026, durerà per circa un anno e proporrà anche stage.
Al termine, dopo il superamento di un esame finale, partecipanti otterranno il Certificato di Qualifica Professionale di Operatore Socio-Sanitario. Per informazioni e iscrizioni: Unione Montana Valli Trebbia e Luretta - Ufficio Servizi Sociali (viale Giuseppe Garibaldi 48, Bobbio), tel 0523/932241, mail [email protected], oppure Tutor - Sede di Piacenza 0523/456603, mail [email protected]
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano
3.
Lo spettacolare “sì” di Luca e Conor, sposi al castello di Agazzano
4.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»

