Striscione rimosso a scuola, è ancora polemica: chi difende la preside e chi la contesta

Alla Rodari di Podenzano, Murelli e Gilda sostengono la dirigente, Cgil e Sinistra Italiana criticano la decisione. Cisl invita a evitare scontri ideologici.

Nadia Plucani
|5 ore fa
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Continua a far discutere la rimozione dello striscione «Qui nessuno è straniero» dalla scuola Rodari di Podenzano, disposta dalla dirigente Adriana Santoro perché affisso senza autorizzazione. Il cartellone era stato realizzato dagli alunni durante un percorso educativo sull'uguaglianza e la solidarietà.
La senatrice leghista Elena Murelli difende la preside: «La scuola deve insegnare a pensare senza indottrinare». L'inclusione, sostiene, si costruisce con l'educazione e il rispetto delle regole.
Di parere opposto la Flc Cgil. Il segretario Giovanni Zavattoni denuncia un attacco all'autonomia didattica e chiede chiarimenti all'Ufficio scolastico.
La Gilda, attraverso Salvatore Pizzo, richiama invece l'obbligo di rispettare le norme sulle affissioni. Paola Votto, della Cisl Scuola, invita a tutelare la libertà educativa evitando contrapposizioni ideologiche.
Sinistra Italiana, con il segretario Attilio Paparazzo, condanna la rimozione e chiede di ripristinare lo striscione, giudicando la decisione offensiva per il lavoro degli alunni.
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