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Previsioni pessime per Piacenza: “Oltre 4.500 posti di lavoro persi nel 2014”

21 agosto 2014

Giovani e lavoro (3)

Sono ancora molto negativi i dati riguardanti l’occupazione nella nostra provincia per il 2014. Secondo un’indagine di Unioncamere fatta tra un campione di aziende, al termine dell’anno in corso a Piacenza andranno persi oltre 4.500 posti di lavoro, solo in parte compensati da meno di 4mila assunzioni. Un saldo negativo di 600 unità, quindi. “Questa riduzione – spiega il rapporto – è dovuta ai contratti di lavoro dipendente (sia “stabili” che a termine), che prevedono un saldo pari a -700 unità, mentre i contratti atipici che saranno attivati nel corso dell’anno dovrebbero superare quelli in scadenza (+100 unità il saldo previsto).  La perdita di “posti di lavoro” attesa in provincia è ripartita abbastanza equamente fra l’industria (con un saldo di -290 unità) ed i servizi (-310). Variazioni occupazionali negative si osservano in tutti i comparti dell’industria piacentina ma le riduzioni più significative riguardano il settore delle costruzioni (-2,8%) e le “altre industrie” (-1,3%), mentre le industrie dei metalli si mantengono più stabili, con un saldo prossimo allo zero. All’interno del comparto dei Servizi incidono soprattutto i saldi negativi del commercio (-1,5%) e del turismo (-3.5%)”.

I flussi in entrata saranno costituiti da 960 assunzioni “stabili”, circa 2.100 assunzioni a tempo determinato (o altre modalità a termine, quali i contratti a chiamata) e quasi 900 contratti atipici (somministrazione, collaborazioni a progetto e altri contratti di lavoro indipendente). E’ diminuita nell’ultimo anno sia la quota delle assunzioni con contratti stabili (dal 31 al 24%), sia la quota relativa ai contratti atipici (dal 28 al 23%), mentre è aumentata di 12 punti percentuali quella relativa alle assunzioni a termine (dal 41 al 53%).

Le 3.040 assunzioni di lavoratori dipendenti (al netto degli interinali) programmate nel 2014 in provincia di Piacenza interesseranno circa 300 persone laureate, 1.100 diplomati della scuola secondaria superiore, 500 persone in possesso della qualifica professionale e circa 1.100 figure a cui non verrà richiesta una formazione scolastica specifica. Il 2014 evidenzia inoltre una ulteriore riduzione delle assunzioni di lavoratori immigrati, la cui quota sul totale è pari al 13% (era il 15% nel 2013).

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