Confagricoltura

Pomodoro da industria: si guarda alla prossima campagna. “Serve un cambio di rotta”

11 gennaio 2019

Tempi duri per il pomodoro da industria: negli ultimi anni, infatti, le aziende agricole sono a malapena riuscite a coprire i costi produttivi, un trend in negativo ribadito anche dalla scorsa campagna, chiusa in perdita. Questo è quanto emerso oggi durante uno dei primi incontri del Tavolo agricolo dedicato all’avvio della trattativa per la campagna del pomodoro da industria. Giovanni Lambertini, presidente della sezione di prodotto Pomodoro da industria di Confagricoltura regionale di Confagricoltura Piacenza, ha quindi parlato dell’esigenza di un “riorientamento delle produzioni destinando minori superfici a pomodoro”.

Questo preoccupante andamento è confermato anche dai dati produttivi, che tracciano una progressiva disaffezione alla coltura con un calo, nel 2018, del 6% degli ettari dedicati. “Avanti così e la filiera non reggerà” – ha rimarcato Lambertini. A essere sotto scacco è infatti uno dei più importanti comparti dell’agroalimentare italiano: a livello nazionale sono stati 61mila gli ettari destinati alla coltura, 4,6 milioni le tonnellate di pomodoro trasformato. Il 50% del pomodoro in Europa si lavora in Italia. Il 14% della produzione mondiale di pomodoro si fa in Italia.

L’Emilia-Romagna, anche nel 2018, è stata la regione con la quota più consistente di superfici coltivate a pomodoro da industria pari a 24.140 ettari con Piacenza, 9.962 ettari, capofila. Se la trattativa – ha concluso Lambertini – non porterà a un riposizionamento significativo del prezzo alla produzione, proseguirà il calo delle superfici dedicate e non si riusciranno a garantire i quantitativi necessari al pieno funzionamento degli stabilimenti di trasformazione. E’ dunque indispensabile rivedere i criteri di contrattazione lungo la filiera, ma soprattutto nei confronti dell’industria”.

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