Nella messa di Natale

Da Muradolo al Vaticano, il diacono Aldo canta il Vangelo in San Pietro

27 dicembre 2018

Parafrasando un passo del profeta Michea si potrebbe dire “E tu, Muradolo, così piccola per essere fra i villaggi di Caorso, da te uscirà per me un diacono, futuro presbitero, che proclamerà la Parola di Dio per il Papa”.

Lui è Aldo Donelli, 31 anni, dal 2010 seminarista al Redemptoris Mater di Roma, scelto per la proclamazione cantata in latino del Vangelo nella messa della notte di Natale celebrata da Papa Francesco in San Pietro e trasmessa in mondovisione.

“Ero tranquillo e sereno – ha raccontato durante il viaggio di ritorno verso casa, a Muradolo, dove ad attenderlo c’era la sua famiglia -. Dio ti prepara a fare queste cose”. Fondamentale anche l’incontro con il santo Padre prima di iniziare il servizio liturgico, il quale gli ha suggerito di fare le cose con naturalezza, dal cuore, perché Dio non vuole finzioni. “Francesco è un Papa semplicissimo, un nonno, una persona che rispecchia l’umanità di Dio – spiega Aldo. – Le sue parole mi hanno dato conforto. Mi sono affidato a Dio dicendomi “Andrà come Lui vorrà””.

Una esperienza non nuova per il giovane diacono, che lo scorso settembre è stato chiamato a cantare il Vangelo in lingua estone durante il viaggio apostolico in Estonia.

La vocazione di Aldo, un giovane come tanti, è nata in seno alla comunità neocatecumenale di Caorso, nella quale sta maturando un percorso di fede e di riscoperta del battesimo. Poi la scelta di entrare in seminario, per dedicare la propria vita alla evangelizzazione. Anni nei quali Aldo ha goduto di una grazie speciale da parte di Dio: musicista nell’orchestra del cammino Neocatecumenale, con la quale ha fatto concerti in giro per il mondo per far conoscere la sinfonia di Kiko Arguello “La sofferenza degli innocenti”. Dopo gli studi è stato inviato per due anni di itineranza in Israele – dove desiderava – per studiare l’ebraico, e ora sta approfondendo greco ed ebraico antichi al Pontificio Istituto Biblico del Vaticano. “Una grazie che mi arriva, senza meriti, anche grazie alle sofferenze fisiche di chi le ha offerte per la mia vocazione” ha spiegato Aldo.

Diventato diacono il 12 maggio di quest’anno, verrà ordinato presbitero dal Papa il 12 maggio del 2019 nella basilica di San Pietro.

Per qualche anno rimarrà in forza nella diocesi romana in cui è stato formato, poi verrà inviato dove ce ne sarà bisogno. I presbiteri che escono dai seminari Redemptoris Mater, infatti, sono disponibili ad essere inviati in qualsiasi zona del mondo, a sostegno dell’evangelizzazione itinerante, delle famiglie in missione o della missio ad gentes attuate dal Cammino Neocatecumenale.

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