“E’ oro bianco, salviamolo”. Mappate da 11 giovani le sorgenti termali in Valtrebbia

24 Gennaio 2022 10:22

Undici giovani tra i 20 e i 29 anni (e una piccola, Clara, di due anni e mezza, oltre a due cani) sabato pomeriggio hanno mappato il territorio da Bobbio alle cascate del Carlone fino a San Salvatore per dieci ore con tre droni, piedi nel fango e macchine fotografiche. Obiettivo, realizzare un documentario, un libro, e catalizzare così quelle energie buone che possano far nascere una idea salva-terme, in vista soprattutto dell’elaborazione del Pug, il Piano unico generale che questa volta, a differenza dei vecchi Piani regolatori e Psc, ragiona come valle unita, con un piano unico per Ottone, Cerignale, Zerba, Coli, Corte Brugnatella, Bobbio.

A guidare quel gruppo di amici a caccia di sorgenti è stato Pietro Boselli, che si è da poco laureato alla magistrale in Architettura al Politecnico di Milano. La sua tesi, destinata a diventare base per un convegno e mostra fotografica di dieci giorni alla galleria Biffi dal 26 febbraio, vuole togliere la patina di apatia sul caso: “Sono rimasto io stesso stupito dalla ricchezza di sorgenti del territorio, qui l’acqua è salata, le rocce sono bianche”, spiega Boselli. “Mi sono detto che c’era qualcosa da fare, già l’acqua è diventata il nuovo oro, non è infinita, non va sprecata”. Alla tavola rotonda alla Biffi parteciperanno anche rappresentanti del Politecnico (tra cui la relatrice della tesi Valentina Maddalena Dessi) e del Comune di Bobbio, oltre a geologi e professionisti del settore.

 

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