Art director piacentino in Germania: “Premi e successo, ma sogno il rientro in Italia”

22 Gennaio 2024 03:02

Ha vinto grandi premi e raccolto soddisfazioni trasversali in Germania. Eppure “il Trebbia e le colline che si alzano verso Bobbio”, tanto per citare due bellezze, lo richiamano con forza verso il nostro territorio. È una testimonianza – quella del piacentino Matteo Pozzi – che si cala pienamente nella categoria “Rientro dei cervelli”, i talenti che decidono di ritornare in Italia. Infatti il 42enne, art director in un’agenzia di pubblicità e residente ad Amburgo con la moglie Francesca, sta progettando il rientro nel Belpaese a breve: “Sto sfruttando questo periodo per capire come portare a Piacenza il metodo di lavoro conosciuto in Germania, più sano, con una maggiore attenzione al tempo libero e meno stress. Vorrei unire l’ottimo contesto tedesco all’eccellente livello italiano di creatività”.

“Sto imparando – racconta Pozzi – tante cose lavorando e vivendo all’estero e sento di doverle portare a casa. E condividerle”. Si reputa un cervello in fuga? 
”Una persona in fuga. Se sei italiano e vivi all’estero, non esporti solo le tue capacità lavorative ma anche il calore con cui parli alle persone, le tue radici e l’energia che solo noi abbiamo”.

Pozzi ha vissuto a Piacenza fino a vent’anni, poi si è trasferito a Milano come art director. Sono arrivati i primi premi nazionali e internazionali, fino alla chiamata dalla Germania, da una delle migliori agenzie di tutta Europa, la Jung von Matt. Oggi invece lavora in una realtà di Amburgo, la Scholz&Friends. “Ho avuto la fortuna di ottenere diverse volte l’Adci, l’Art directors club italiano, che è il riconoscimento nazionale che tutti i pubblicitari tricolore sognano, fino ad arrivare a vincere Cannes, l’Oscar della pubblicità”. Il piacentino ha curato l’immagine – tra gli altri – di Chicco, Cam il mondo del bambino, CheBanca!, Ikea, Audi, Volkswagen e non solo. “In Germania invece mi sono occupato anche di McDonald’s, Hyundai e Mercedes. Mi colpisce ancora molto vedere i miei lavori nelle televisioni tedesche, in giro per le strade e sui loro social media”.

All’estero ha trovato “budget più grandi e la possibilità di lavorare in team più numerosi”, ma vuole tornare a Piacenza perché “qui in Germania è tutto piatto e penso spesso alle colline di casa mia”. Nostalgia canaglia.

L’INTERVISTA A CURA DI THOMAS TRENCHI:

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