Barraud dopo l’attentato di Parigi. “Come se avessi un altro cuore”

09 Gennaio 2016

Aristide Barraud

“Invece di morire è come se mi fosse cresciuto un secondo cuore e oggi ricevo così tanto amore che voglio conservare solo questo”. I terroristi volevano spegnere la vita di un giovane e invece hanno acceso un sorriso carico di energia e di voglia di ricominciare.
Allo stadio Beltrametti di Piacenza, Lyons e Mogliano si preparano a scendere in campo ma la star della giornata resta fuori dal perimetro di gioco. E’ Aristide Barraud, francese di 26 anni, ferito negli attentati di Parigi il 13 novembre scorso e tornato in Italia per salutare le sue “due famiglie”: i Lyons e il Mogliano. Le due squadre si affrontano nell’ottava giornata di campionato dopo la sosta natalizia. Barraud, forte mediano d’apertura, fino a due anni fa vestiva la maglia bianconera e poi è passato alla formazione veneta. Oggi per accoglierlo tutti i giocatori sono scesi in campo per il riscaldamento con una maglia bianca e la scritta di incoraggiamento “Allez Aristide…Allez!”.

“Sono veramente contento di essere qui in Italia – spiega Aristide – a Mogliano e Piacenza ci sono le mie seconde famiglie. Qui a Piacenza ho lasciato un pezzo del mio cuore, mi sento come a casa e questo per me è un grande giorno, sento l’energia che piano piano ritorna. Ci sono stati momenti molto duri e tutti i messaggi di solidarietà che mi sono arrivati mi hanno dato coraggio e amore e tutto questo sostegno mi emoziona molto”.
Ci poteva essere chiunque quella sera a Parigi. Aristide era tornato a casa alcuni giorni perché il campionato prevedeva una pausa. Era in giro con gli amici e la sorella nei pressi del ristorante Le Petit Cambodge quando si è trovato di fronte uno degli attentatori armato di kalashnikov che ha aperto il fuoco. Il 26enne è stato ferito al torace ed è caduto a terra ma il carnefice ha continuato a sparare e le schegge hanno raggiunto piede e caviglia. Lo choc, il periodo in ospedale, la consapevolezza di essere vivo per miracolo. Oggi cammina con le stampelle ed ha avviato il percorso di riabilitazione.
Il campo piacentino è avvolto dalla nebbia, spioviggina e l’umidità fa sentire il freddo pungente, il calore è tutto per Barraud. “Dov’è Aristide? Lo voglio salutare!”: tutti vogliono stringergli la mano e augurargli una pronta guarigione. Lui promette: “La prima giornata del prossimo campionato sarò in campo”.
In bocca al lupo.

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