Piacenza

Molinari (Cisl): “Togliere a Rabuffi la delega al Lavoro”. Il sindaco dice no

8 novembre 2012

Il segretario provinciale della Cisl Marina Molinari

IL SINDACO: FIDUCIA A RABUFFI, HA BEN OPERATO. L’ASSESSORE: NON LASCIO
Il sindaco Paolo Dosi ha rinnovata la fiducia all’assessore Luigi Rabuffi dopo che il segretario provinciale Cisl Marina Molinari aveva chiesto che gli venisse tolta la delega al lavoro per l’atteggiamento tenuto dal partito dell’assessore (Rifondazione comunista) nelle proteste all’esterno dell’Ikea. “L’assessore Rabuffi e il collega Francesco Timpano hanno bel operato in questa vicenda – ha detto Dosi – tenendo da parte le appartenenze politiche e concentrandosi sulla priorità, ossia la difesa dell’occupazione. Se i partiti vogliono aprire un confronto politico, lo facciano, ma l’amministrazione sta operando in maniera super partes, cercando di tutelare i diritti di tutti. Di chi manifesta, ma anche di chi vuole lavorare senza problemi all’interno degli stabilimenti”. Dosi non chiude però definitivamente le porte al rimpasto: “Se dalla maggioranza arriverà la richiesta di una verifica, non ci saranno problemi. Ma potrà avvenire solo quando la vertenza Ikea sarà definitivamente risolta, speriamo positivamente”.
Dal canto suo, Rabuffi si sente assolutamente tranquillo: “Non ho nulla da rimproverarmi, ho cercato di svolgere al meglio il mio ruolo di assessore, senza fare politica ma pensando a risolvere questo problema, che è senza dubbio molto rilevante. Se il sindaco mi chiedesse di rinunciare alla delega al Lavoro lo farei senza problemi, perchè è una persona molto seria, che stimo parecchio. Ovvio che poi valuterei se restare o meno in giunta”.

NOTIZIA DELLE 12.00
Cominciano a farsi seri i problemi politici che il caso Ikea sta creando al sindaco Paolo Dosi. Ieri il Pd ha sottolineato come il comportamento degli esponenti di Rifondazione comunista, al fianco di facchini e Cobas nelle proteste, non sia compatibile con la maggioranza di governo della città. Oggi il segretario della Cisl Marina Molinari va oltre e chiede al primo cittadino di togliere all’assessore Luigi Rabuffi, in quota Prc, le deleghe al Lavoro: “La presenza molto attiva di Rifondazione comunista nei blocchi ai cancelli di Ikea dei giorni scorsi, che vedevano pochi lavoratori ma molti militanti di queste forze politiche (presenza ben riscontrabile dalle immagini fotografiche diffuse) ha messo in chiara evidenza le ragioni che hanno determinato l’evoluzione della vicenda dei lavoratori di Ikea. Una vicenda tutta politica caratterizzata da un tentativo di riorganizzarsi da parte delle sinistre estreme rimaste escluse dal Parlamento nelle elezioni politiche del 2008 e che si fonda su uno stretto legame fra i Si Cobas e le forze di sinistra, nel tentativo di riorganizzarsi in vista delle prossime elezioni nel tentativo di riuscire a rientrare in Parlamento. Nulla in contrario alla legittima aspirazione delle sinistre di avere una rappresentanza politica, salvo che per raggiungere i propri obiettivi si usino strumentalmente le legittime aspirazioni dei lavoratori di avere un lavoro. A questo proposito vista la forte connotazione politica di questa vicenda, la risposta non può che essere altrettanto politica e perciò chiamo in causa per primo il sindaco Paolo Dosi che ha attribuito la delega al lavoro all’assessore indicato da Rifondazione Comunista. Se il sindaco vuole dare un chiaro segnale di come valuta questa modalità di affrontare un problema sindacale, agisca su questa delega anche riorganizzandone funzioni o indirizzi e la riassegni ad un’area politica di cultura riformista. Sarebbe un segnale di chiarezza rispetto a come la pensa il Comune. Un segnale politico che accompagnato alla prosecuzione di azioni di mediazione come quelle già intraprese con il contributo delle parti sociali e delle altre Istituzioni, potrebbe riportare alla normalità la situazione”.

Il segretario Cisl lancia poi un chiaro messaggio anche alla multinazionale svedese: “Abbiamo accolto molto positivamente la notizia diffusa da Ikea che dichiara di essere pronta a recedere dalla decisione di spostare l’attività su altro polo logistico, nel momento in cui sarà ristabilito il normale accesso all’azienda con la rimozione dei blocchi. Non possiamo non fare notare come tra Ikea e la nostra città si sia stabilito un rapporto “fiduciario” nel momento in cui Piacenza ha ceduto oltre un milione di metri quadrati di territorio per consentire l’insediamento di Ikea, azienda da sempre molto attenta a sostenibilità ambientale, sicurezza e attenzione alle persone e alle comunità. Quindi considerato che anche la nostra Costituzione all’art 41 sancisce che l’iniziativa economica privata è libera ma non si deve svolgere in contrasto con l’utilità sociale, siamo certi che Ikea rivedrà le decisioni assunte, non appena i Si Cobas e Rifondazione comunista abbandoneranno queste barricate sproporzionate e dannose e si potrà tornare a percorrere la normale via della rivendicazione sindacale, usando gli strumenti di reale tutela dei lavoratori e consentendo all’azienda di sviluppare la propria attività”.

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