Piacenza

Provincia e tagli, la battaglia dei sindaci: “Pronti a dimetterci”

21 novembre 2012

I sindaci piacentini alla protesta Anci di Milano

Una battaglia unitaria per la difesa di tradizioni e cultura delle province di Piacenza e Parma. A prendervi parte, a livello nazionale, sarà il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, che domani pomeriggio alle 15 parteciperà a una riunione nella sede dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) a Roma. Con lui, Peppino Vallone di Crotone, Fabrizio Brignolo di Asti, Nicola Sodano di Mantova, Maurizio Brucchi di Teramo, Giulio Marini di Viterbo, Ippazio Stefano di Taranto, Roberto Cenni di Prato, Roberto Scanagatti di Monza e altri sindaci dei Comuni capoluogo delle Province il cui processo di accorpamento inizierà già da gennaio. Una settimana fa, gli stessi sindaci avevano sottoscritto un documento di intenti a Crotone, sottolineando “l’incertezza che regna rispetto alle soppressioni di presidi istituzionali con conseguenze immaginabili sul piano dell’economia territoriale, della sicurezza, dei servizi alla cittadinanza”.
Invitati alla riunione a Roma anche i parlamentari, che potrebbero avere un ruolo decisivo nella rivoluzione delle Province. La riforma infatti potrebbe slittare al prossimo governo dell’ostruzionismo che sembra interessare soprattutto il Senato. Così ha ipotizzato il Corriere della Sera questa mattina.
Intanto stamattina Dosi, insieme ad altri sindaci piacentini di centrodestra e centrosinistra, ha risposto alla chiamata dell’Anci a Milano. La carica dei primi cittadini ha preso d’assalto in particolare la rimodulazione dell’Imu e l’allargamento del patto di stabilità ai Comuni con meno di 5.000 abitanti. I sindaci si sono detti “pronti alle dimissioni se non saranno ascoltati”.

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