Il legno che trasforma i luoghi simbolo della città: ecco le architetture temporanee

04 Maggio 2017

Dopo settimane di laboratori teorici e tecnici e dopo una lunga progettazione ma soprattutto, nelle ultime settimane, dopo sessioni intensive di costruzione partecipata allo Spazio2, i ragazzi di associazione Rivularia e Collettivo Praxis hanno levato il sipario sulle loro creature. Quattro piattaforme modulari, componibili, trasformabili, fatte di legno, bancali e di tanto ingegno, per dare la sveglia ad una città che sembra essersi dimenticata di alcuni dei suoi luoghi più importanti e più belli.

Il progetto, giunto finalmente al culmine – il confronto con la città – è ambizioso e ha un bel titolo: “Building Communi(ci)ties”. Un gioco di parole per indicare una missione precisa: ripensare, dunque (ri)costruire insieme, dal basso, porzioni dimenticate di città, ma anche ricucire gli strappi della nostra società, una comunità che stenta a ritrovare il piacere dell’andare e dello stare in piazza, occupando in maniera positiva gli spazi pubblici per il gusto di starci.

I ragazzi, una folta equipe di ingegneri, architetti e futuri tali, si sono “annusati” all’ultimo Bando Giovani progetti del Comune di Piacenza. Progetti simili, obbiettivi comuni: hanno unito le forze e ci hanno già stupito ancora prima di partire davvero. La prima tappa di questo cammino di architetture temporanea errante è Piazza Cittadella. L’inaugurazione, venerdì 5 maggio dalle ore 19. Tra 20 giorni toccherà ai Giardini Margherita, poi infine a Piazzetta Plebiscito.

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