Contratti a tempo scaduti, file di precari alla Cisl. “Situazione mai vista”

08 Maggio 2020

La crisi economica, conseguenza dell’inevitabile lockdown per far fronte all’emergenza sanitaria e limitare la diffusione dei contagi da Coronavirus, sta colpendo duramente il commercio, i servizi, dalle colf ai commessi, dall’artigianato legato all’edilizia ai dipendenti di bar e ristoranti. L’onda d’urto è arrivata e si è presentata sotto forma di una lunga fila di precari in coda per cercare aiuto ai sindacati.

“Numeri enormi, mai vista una situazione simile nella mia storia sindacale in quanto a richieste della disoccupazione” ha spiegato Marina Molinari, segretaria della Cisl di Piacenza e Parma. In questi due mesi sono scaduti molti contratti a tempo e non ci sono prospettive di rinnovo. “Qualcuno si rivolge al sindacato convinto che la legge abbia bloccato i licenziamenti, – spiega Molinari – ma questo non vale per i contratti cessati”. Un dato preciso non c’è ancora, ma si parla di centinaia e centinaia di persone. E dal Centro per l’Impiego di Piacenza giunge una prima conferma informale basata sul numero di chi ha notificato la propria situazione in questi giorni.

Il disagio sociale resta elevato. “Abbiamo riaperto gli uffici Cisl con ingressi contingentati, distanziamenti e precauzioni – prosegue la Molinari – Le persone in stato di bisogno sono tantissime, c’è una grande fetta di immigrati senza la rete degli aiuti familiari”. Anche il commercio al dettaglio è in ginocchio e il segretario Cisl ritiene che chi ha dovuto restare chiuso più a lungo debba avere più aiuti.

Una situazione critica sulla quale è impegnato anche la Regione. “Stiamo lavorando al progetto straordinario per Piacenza annunciato dal presidente Stefano Bonaccini – spiega l’assessore regionale al lavoro, il piacentino Vincenzo Colla -. Abbiamo costituito precisi raggruppamenti per decidere dove intervenire e con quali risorse. Piacenza merita la più grande partecipazione condivisa – prosegue Colla -, ci confronteremo con le istituzioni”. “Dopo la pandemia sanitaria siamo oggi in una pandemia economica e sociale – conclude. Prima che il mondo torni a muoversi, a ordinare, ci vorranno mesi”.
La ricetta, secondo l’assessore regionale, è far ripartire l’edilizia e i cantieri. Di conseguenza riprenderebbero vita il ferro, la chimica, il legno e poi anche gli alberghi, i ristoranti e il commercio.

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