“ParlummPiasintein”: la web-serie “I strass e la seda” alla volata finale

27 Febbraio 2021

 

Meno tre puntate all’epilogo de “I strass e la seda”, l’innovativa web-serie in dialetto piacentino ideata dal regista, attore e insegnante di lingue Fabio Doriali che vuole appunto mischiare “gli stracci con la seta” all’interno del più ampio progetto “Palumm Piasintein”, sostenuto dal Comune di Piacenza attraverso uno specifico finanziamento regionale.

Ogni sabato, da mesi, viene pubblicato un nuovo episodio sul canale YouTube “ParlummPiasintein”, e siamo a 14. Il plot della fiction gira attorno ai dubbi di una coppia in crisi, adulti e vaccinati, con una figlia che sta diventando grande. Si valorizzano Piacenza e i suoi scorci, la sua musica (grazie soprattutto alla canzone della sigla “Una carega vöda” di Manuel Bongiorni – MusicaPerBambini) e la sua lingua, con le riprese della Videobottega di Francesco De Stefano, girate quando in estate le mascherine si tenevano ancora spesso ai polsi.

“E’ un prodotto web ma non in risposta al Covid, il progetto c’era già” spiega Doriali. Possiamo dire che «è la prima web serie italiana in dialetto e girata in pandemia, con mascherine in campo». Spicca la voluta mescolanza di attori professionisti, come la protagonista Grazia Alicanti, con giovani e meno giovani alla prima esperienza (di recitazione o col dialetto) e attori delle compagnie dialettali amatoriali della provincia portatori di altrettante sfumature del Piacentino.

La sceneggiatura de “I strass e la seda” è però ben altro rispetto alle tradizionali applicazioni del dialetto e qui risiede una delle sue caratteristiche più importanti. E’ una fiction contemporanea, fatta di situazioni spicce, ragionamenti “alti” e “bassi” dei nostri giorni, ai nostri giorni.

“In condizioni normali avremmo promosso ogni puntata proiettandola in un luogo diverso – dice Doriali – incontrando in città e in provincia la gente nei bar, nei teatrini, nelle parrocchie, nelle biblioteche. Speriamo di recuperare dopo l’emergenza e di andare anche e soprattutto in tante scuole”.

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