“Un’edizione di Sanremo che non passerà alla storia. Forte il legame con i talent”

09 Marzo 2021

Archiviata definitivamente questa 71esima edizione del Festival di Sanremo, oltre alle canzoni trasmesse in radio e alle immagini più iconiche riprese da riviste, giornali e televisioni, è tempo di bilanci e considerazioni.

Ecco il commento della piacentina Eleonora Bagarotti, giornalista di Libertà e critica musicale: “Come sempre Sanremo ha lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche. Per quanto mi riguarda è stata un’edizione un po’ forzata: era forse inevitabile, non mi aspettavo nulla di più. Da molti anni i cantautori non vi partecipano, alcuni di loro addirittura non sono mai andati e ciò, naturalmente, influisce eccome. Ma del resto il ‘carrozzone’ Sanremo è anche questo. Tuttavia, c’è stata forse qualche eccessiva caduta di gusto. Per quanto riguarda invece i cantanti e i gruppi in gara, i ‘Maneskin’ (vincitori con il brano “Zitti e buoni”, ndc) fanno un rock già sentito, nulla di rivoluzionario: la loro vittoria è l’ennesimo segnale dello stretto legame tra Sanremo e i talent show. Mi trovo in linea con l’assegnare il premio della critica agli ‘Extraliscio’, che hanno dato vita ad un flash inconsueto e molto piacevole. Ho apprezzato anche ‘La Rappresentante di Lista’, si vede che vengono da una serie di esperienze sul palco e la cantante è davvero molto brava e intonata, a differenza di molti altri suoi colleghi in gara. Infine, trovo molto interessanti come sempre ‘Lo stato sociale’. Se devo però tirare le somme, direi che è stata un’edizione tutt’altro che trascendentale: nulla di eclatante”.

Per saperne di più a proposito di super ospiti del passato degli anni sanremesi leggere il blog “Sette note di Bag“, curato dalla stessa giornalista e critica di Libertà.

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