Cinghiali, manifestazione con migliaia di agricoltori. Piacentini a Bologna

08 Luglio 2021

C’è anche una delegazione piacentina di una cinquantina – tra gli agricoltori e allevatori – scesi in piazza in tutti i capoluoghi di Regione, a partire dalla Capitale in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento, per manifestare contro l’invasione dei cinghiali e per chiedere di fermare una calamità che distrugge i raccolti, aggredisce gli animali, assedia le stalle e causa incidenti stradali, nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani, con pericoli concreti per gli agricoltori ed i cittadini.

Al fianco di tutte le federazioni regionali si sono uniti il presidente di Coldiretti Piacenza Ugo Agnelli, il direttore Claudio Bressanutti, gli esponenti delle istituzioni, i sindaci con i gonfaloni e cittadini preoccupati dalla presenza dei cinghiali sotto casa.

“Nelle piazze piena di gente – sottolinea la Coldiretti – ci sono le sagome di un branco di cinghiali a grandezza naturale per dimostrare concretamente cosa significa trovarseli di fronte in strada, nei campi o davanti alla propria abitazione. Molti dei presenti sono agricoltori e denunciano storie personali con drammatiche conseguenze per cose, animali e persone ma anche l’amarezza di aver visto distruggere in pochi minuti il lavoro di un anno”.

Alcuni agricoltori hanno portato frutta, insalate e cereali completamenti distrutti dal passaggio dei cinghiali. Un gruppo di giovani travestiti da cinghiali cerca i parlamentari per spiegare la situazione di emergenza che devono affrontare ogni giorno.

Secondo i dati forniti da Coldiretti Emilia-Romagna un incidente ogni 48 ore, con 16 vittime e 215 feriti, è il tragico bilancio nell’anno dell’emergenza Covid dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle persone.

“Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali – si legge nella nota di Coldiretti -. Il problema è che non sempre i cinghiali rimangono sul luogo dell’incidente, visto che l’animale anche ferito si rifugia nella boscaglia o nei prati, oppure succede che lo schianto contro un albero, un cippo chilometrico o lo sbandamento e l’uscita di strada si verificano proprio per evitare l’impatto con l’animale che scappa senza lasciare tracce. All’automobilista, sempre che non debba essere portato in ospedale, non rimane che chiamare il carroattrezzi e rassegnarsi a pagare i danni senza neppure poter denunciare l’accaduto considerata la mancanza di prove”.

“Non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione” afferma il Presidente regionale di Coldiretti Nicola Bertinelli, nel sottolineare che “serve un piano straordinario concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni per uscire da questa situazione di emergenza”.

 

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