Camille Bertault inaugura sabato allo Spazio Rotative il 18° Piacenza Jazz Fest

16 Settembre 2021

Lo straordinario talento della giovane cantante francese Camille Bertault inaugurerà questo sabato, 18 settembre, allo Spazio Rotative di Libertà e Telelibertà in via Benedettine 66 la 18° edizione del Piacenza Jazz Fest. Sarà un doppio set, un doppio concerto (come avverrà in diverse “location” nelle prossime settimane) per aumentare virtualmente la capienza garantendo il distanziamento del pubblico: il primo alle 19.00 e il secondo alle 21.30.

La cantante, cantautrice e compositrice Camille Bertault salirà sul palco del Jazz Fest alle Rotative in quartetto, accompagnata da Fady Farah al pianoforte, Christophe Monck al contrabbasso e Minino Garay alla batteria. Metteranno al centro del concerto i brani de “La Tigre”, il terzo e più recente album pubblicato dalla Bertault a partire dal suo exploit del 2016 all’interno di uno scenario internazionale in cui si è subito ritagliata un posto speciale e autorevole. Una carriera iniziata ufficialmente cinque anni fa in maniera sfolgorante, a passi da gigante, un po’ per caso, da una serie di video registrati a casa e postati sui social, inizialmente pensati per il gruppo ristretto degli amici ma ben presto destinati a un bacino sempre più ampio.

Tra jazz e chanson francese, ritmi danzerecci e raffinato lirismo, suoni acustici ed elettronici, tecnica e controllo subordinati ad una sincerità espressiva che si riflette in qualità e intuizioni prodigiose nel canto “scat”, le creazioni di Camille Bertault sono sempre sorvegliate da qualità melodiche e armoniche che la rendono assolutamente abbordabile e consigliatissima anche ai giovani e al grande pubblico. Provare per credere, spizzicando qualche brano e qualche video in rete.

Domenica il Piacenza Jazz Fest proseguirà con lo “Speciale Capolinea” al Milestone, dalle 16.30 un evento speciale dedicato alla memoria dello storico jazz club che ha fatto la storia di Milano. Prima, proiezione del documentario “Al Capolinea. Quando a Milano c’era il jazz”; poi, due concerti simbolo, quello del pianista lodigiano Piero Bassini e il quartetto del clarinettista milanese Alfredo Ferrario

© Copyright 2021 Editoriale Libertà