Al teatro Trieste 34 la comica Formenti sui tabù di genere nel finale di “Satiri di storie”

27 Settembre 2021

Dopo Walter Leonardi sabato alla Faggiola di Gariga di Podenzano, nella serata di domenica 26 al Teatro Trieste 34 di Piacenza la quinta edizione di “Satiri di Storie”, il festival di teatro satirico diretto dall’attrice piacentina Letizia Bravi, si è conclusa con il secondo round, in assoluta par condicio.

Dopo il punto di vista maschile, spazio a quello femminile, con l’attrice, comica e performer milanese Laura Formenti nel suo spettacolo “Brava (per essere un pugile)”. Il titolo pungente stigmatizza da subito il tema delle disparità di genere, perché davvero, Formenti, si è sentita dire più volte “sei brava, per essere una donna”.

Come i pugili allora bisogna saper incassare e rialzarsi ma soprattutto vincere il match. Con ampi spargimenti di risate, grazie ad una presenza scenica magnetica, una scrittura intelligente, un testo che spazia dalle difficoltà degli esordi e le gioie e dolori della vita in provincia al trasferimento a Milano per avere finalmente la libertà; sì, quella di lavorare 12 ore al giorno e vivere in un monolocale di 50 metri.

C’è il tema della longevità, la paura e la voglia di invecchiare, poi si passa alle domande imbarazzanti dei bambini e ai tabù dei grandi, dai retaggi cattolici ai buchi del sistema scolastico agli inconvenienti dell’essere femmina, affrontando finanche una disamina anatomica e lessicale, biologica e pulsionale degli organi sessuali e delle dinamiche uomo-donna senza veli che fa sbellicare ma anche riflettere sugli stereotipi e le arretratezze culturali che ancora ci abitano.

Due serate, un centinaio di spettatori in tutto, e non sono mancati gli applausi. Dunque un buon successo per questa “limited edition” di “Satiri di storie”, sperando in una prossima, sesta tornata meno sofferta dal punto di vista normativo. Grande l’apprezzamento dei due attori per l’impegno organizzativo, presenza e partecipazione del pubblico, componenti assolutamente indispensabili alla vita degli artisti.

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