Piacenza Jazz Fest: dopo i clarinetti in San Savino, due orchestre “africane”

15 Ottobre 2021

Basti dire che ha suonato i suoi clarinetti, basso e soprano, anche due alla volta, posti ai lati della bocca, regalando uno dei passaggi più incredibili di una performance affascinante e mistica che ha fatto vibrare la basilica dagli applausi. Giovedì sera il concerto del clarinettista, compositore, ricercatore e polistrumentista romano Marco Colonna in San Savino si è rivelato una chicca di straordinario valore all’interno del XVIII Piacenza Jazz Fest.

Musica improvvisata, generativa, formalmente ineccepibile, tecnicamente sbalorditiva ma soprattutto comunicativa, emozionante e trasparente, elevata ma alla portata di tutti in virtù del minimalismo cesellato di un rabdomante del suono e della sua espressività. Un artista voluto dal direttore Gianni Azzali, che se n’era “innamorato” in una chiesa di Novara. Il sentimento ora vive anche nel cuore dei fortunati piacentini che hanno potuto ascoltare Colonna tra i riverberi preziosi delle navate, grande strumento aggiunto all’interno di un viaggio di poderosa visionarietà.

E domani, 16 ottobre, il festival prevede alle 21 al Teatro President un grande concerto: 22 elementi sul palco, una big band particolarissima sbocciata dalla fusione degli ensemble milanesi Artchipel Orchestra e Orchestra di via Padova; presentano il progetto comune “Batik Africana Suite”, un’immersione energica e variopinta nei ritmi e colori della musica africana. Sempre domani, due momenti divulgativi. Alle 15.15 alla  libreria Pagine in galleria San Donnino un libro sui rapporti tra jazz e fumetto con l’autore Flavio Massarutto e il musicologo Stefano Zenni. Che alle 18.00 al Conservatorio “Nicolini” svolgerà poi una conferenza sul rapporto tra libertà e struttura nel mondo della musica afroamericana.

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