Addio ad Armando Braghi, tra i fondatori di Anmil Piacenza nel 1947

01 Luglio 2022

Aveva un’abitudine Armando Braghi, colonna portante dell’Anmil Piacenza che aveva contribuito a fondare nel 1947: porgere la mano destra per salutare. La mano destra, quella che ad appena ventitré anni gli era finita dentro gli ingranaggi di una mietitrebbia e da allora era mancante di indice, medio e anulare. Quella mano è stata un simbolo per Braghi, scomparso a 98 anni, lasciando la moglie Teresa e la figlia Lorella, ma anche la “sua” Anmil e i tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato per il suo impegno nell’associazione, ma anche come sindacalista.

“Quando ho conosciuto Armando era il 1982: lui era presidente di Anmil Piacenza e io un giovane di 19 anni che si iscriveva all’Associazione, in quanto paraplegico per un incidente sul lavoro – ricorda il suo successore alla presidenza dell’Anmil Bruno Galvani – per me, che avevo perso il padre a 17 anni, Armando è stato un esempio di dedizione, onestà e coerenza, un uomo che per tutta la sua lunga vita si è speso per gli altri con grande generosità e lo ha fatto anche grazie alla moglie Teresa, che lo ha sempre sostenuto”.

La strada di Braghi con l’Anmil si incrocia molto presto: è il 1947 quando è tra i fondatori dell’associazione “allora guidata – spiega Camillo Gentili, associato di Anmil da quasi 70 anni – da tale Paladini. Lui però era consigliere: presidente lo è diventato dopo, negli anni Settanta e lo è rimasto per oltre vent’anni. Era sempre molto presente: allora la sede era in via Mazzini, io andavo che avevo 17 anni e un occhio perso a causa di una scheggia in officina. Mi trovavo a casa, in un ambiente che mi accoglieva”.

Dopo l’infortunio, Braghi ha iniziato a lavorare in uno zuccherificio: è diventato sindacalista della Cgil, iscritto al Pci, consigliere di Coop Riunite Piacenza e poi come fondatore della coop Piacenza ’74. Ma soprattutto lui è stato il volto e il cuore dell’Anmil.

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