“Non si sceglie dove nascere, ma dove vivere”. Presentato il libro “Verdi non è di Parma”

06 Giugno 2023

“Verdi non è di Parma”. Non è una provocazione, ma il titolo di un libro presentato nel tardo pomeriggio di lunedì 5 giugno al PalaBancaEventi di via Mazzini.

“Sappiamo che non si sceglie dove nascere, ma dove vivere e lavorare – spiega l’autore del volume, Marco Corradi -. Era nato a Roncole di Busseto in provincia di Parma, ma ha vissuto per oltre 50 anni nel piacentino, a Sant’Agata di Villanova sull’Arda”.

“Era un nostro concittadino, dunque piacentino, perché ha scelto di vivere qui”. Questa la tesi di Corradi, che amplia un’analisi realizzata dalla studiosa statunitense Mary Jane Phillips-Matz e con il suo libro si propone dunque di dimostrare la “piacentinità” di Giuseppe Verdi, che nasce nella “bassa tra Piacenza e Parma” il 10 ottobre 1813 da genitori provenienti da famiglie piacentine, da poco trasferitesi per lavoro dal Ducato di Piacenza a quello di Parma, ovvero poco oltre il confine a Roncole di Busseto. Qui gestivano l’osteria, dove Verdi ha cominciato a suonare l’organo.

Nel 1848 poi, nel pieno della sua maturità personale, artistica e professionale, il maestro oltrepassa l’Ongina, il fiume che nell’ultimo tratto del suo corso segna il confine fra le province di Parma e Piacenza. Torna dunque a Sant’Agata nel piacentino, la terra da cui provengono i suoi avi e dove costruisce il nido per il resto della sua vita, per oltre cinquant’anni.

“Sant’Agata rappresenta il luogo verdiano per eccellenza, la sua patria d’elezione – prosegue l’autore del libro -. È qui che sorge Villa Verdi e ancora oggi sembra di scorgere il compositore seduto al pianoforte, intento a suonare, oppure sulle rive del laghetto a forma di chiave di violino, dove nuotavano elegantemente i suoi prediletti cigni”.

Verdi non è di Parma è un libro che ricorda come il maestro sia piacentino a tutti gli effetti. “L’ho scritto per sottolinearlo – conclude Corradi –, ma anche per spronare i piacentini a ricordarsi di questo illustre loro concittadino”.

La presentazione è stata inframezzata dalle arie verdiane De’ miei bollenti spiriti (Traviata), Ah la paterna mano (Macbeth), Questa o quella (Rigoletto), cantate dal giovane tenore Sebastiano Cicciarella, accompagnato dal pianista Elio Scaravella. 

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