Piacenza

Il giudice conferma il sequestro del ristorante dove pranzò Gianna Casella

23 ottobre 2012

L’ingresso della Procura di Piacenza

Morte di Gianna Casella, il giudice per le indagini preliminari Gianandrea Bussi ha convalidato il sequestro preventivo del ristorante etnico in cui aveva pranzato la cantante piacentina Gianna Casella qualche giorno prima di sentirsi male e morire per una estesa infezione interna. Tra le due circostanze, però, non c’è ancora un collegamento diretto, per appurare le motivazioni che hanno scatenato la setticemia letale rivelata dall’autopsia occorrerà attendere gli esiti degli esami tossicologici curati dal laboratorio ospedaliero di Pavia.
In ogni caso, il locale resta chiuso: la Procura aveva disposto il provvedimento, che poi è stato confermato dal gip. Sulla porta di ingresso non ci sono però i sigilli, ma il cartello: “Chiuso per ferie”. I tre titolari risultano indagati dal pubblico ministero Emilio Pisante per omicidio colposo, i carabinieri del Nas di Parma e gli ispettori dell’Asl avevano sequestrato decine di chili di alimenti che non rispettavano le disposizioni in termini di conservazione e tracciabilità, denunciando proprio tre persone. I due filoni, almeno per il momento, non si intrecciano. Saranno indispensabili gli esami di laboratorio e le indagini degli inquirenti per fare maggiore chiarezza e dire con certezza cosa ha ucciso Gianna Casella, salutata sabato scorso da una folla commossa che ha partecipato ai suoi funerali.

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