Botti di Capodanno: i consigli del Comitato provinciale a tutela degli animali

21 dicembre 2012

Il Comitato provinciale di tutela e controllo degli animali d’affezione comunica che ogni anno sul territorio nazionale almeno 5 mila animali (di cui 1500 cani e gatti) muoiono nella notte di San Silvestro a causa dei botti.

A proposito consiglia di tenere gli animali in casa e non all’aperto dove potrebbero tentare di scappare, ferirsi o, impigliandosi nel collare, soffocare; non tenere il cane alla catena: per la paura e la voglia di scappare potrebbe soffocare; tenere il cane al guinzaglio se si porta a passeggio; chiudere le finestre, abbassare le tapparelle, ascoltare un cd di musica o accendere la televisione per  attutire e coprire il rumore dei botti; tenere il cane e o gatto in una stanza lontana dai rumori esterni, con poca luce e con una cuccia o la possibilità di un rifugio; abituare il cane e 0 gatto progressivamente, abbinando il rumore (nastro registrato fatto sentire a volume progressivamente più alto e improvviso) ad un comportamento tranquillo di giochi, cibo, coccole brevi; fare attenzione ai botti inesplosi, anche dopo capodanno.

Si ricorda inoltre la necessità di registrare il cane all’anagrafe canina del Comune di residenza (microchip) e di munire il collare dell’animale di una medaglietta con i recapiti del padrone.

 

 

L’APPELLO DI UNA LETTRICE

Egregio Direttore,

approfitto cortesemente del suo spazio in merito allo spaventoso boato che ieri sera abbiamo tutti sentito in via Anguissola (hanno letteralmente tremato i vetri) e per fare, nello stesso tempo, una proposta al nostro sindaco in merito agli imminenti festeggiamenti che fra qualche giorno vedranno come protagoniste le strade delle nostre città: a questo riguardo, leggo sul sito dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), essere numerosi i Sindaci che in questi giorni hanno emanato provvedimenti per vietare o comunque limitare l’uso dei “botti” di fine anno, al fine di salvaguardare anche il benessere e la serenità dei nostri amici a quattro zampe (soprattutto i randagi allo sbando più totale, più sfortunati e senza protezione alcuna). Perché non valutare anche a Piacenza l’evenienza di appoggiare questa posizione che trovo alquanto sensibile e civile alla luce, soprattutto, di quello che è successo ieri sera?
Spero che il nostro Sindaco abbia, fra tutti i suoi impegni, magari trovato già il tempo per prendere eventualmente in considerazione la questione, dato che a mio avviso, dove non arriva il buon senso delle persone, (e dei “ragazzini” se vogliamo chiamarli così) deve allora arrivare, dove è possibile e se é ritenuto sensato, la legge.
Spero in un riscontro positivo da parte del Sig. Sindaco a nome di tutti i randagi “in pericolo”, e ringrazio lei per la sua disponibilità.

Cordiali saluti,
Elena B.

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