Rapina al chiosco di Gragnano: patteggiano in due, rinvio a giudizio per il terzo

14 Marzo 2013

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Due patteggiamenti e un rinvio a giudizio. Si è conclusa in questo modo l’udienza per la rapina avvenuta il 2 agosto dello scorso anno al chiosco di frutta e verdura di Gragnano di proprietà del presidente della Coldiretti Luigi Bisi. Davanti al giudice Giuseppe Bersani sono comparsi due fratelli marocchini: S. K., 19 anni ed M. K., 22 anni e un loro connazionale: S. E., di 25 anni. Il primo è difeso dall’avvocato Vittorio Antonini ed ha chiesto ed ottenuto di patteggiare la pena, così ha fatto anche il terzo. Il pubblico ministero ha dato il proprio consenso per due anni e 4 mesi (400 euro di multa) e il giudice ha confermato la pena per entrambi. Il secondo fratello, M. K. nega inveca di essere stato presente alla rapina, è difeso dall’avvocato Alexia Cellerino di Alessandria. Il giudice lo ha rinviato a giudizio e comparirà davanti al tribunale collegiale il prossimo 7 maggio per difendere la sua posizione.
L’indagine che aveva portato in carcere i tre imputati era stata condotta dai carabinieri dell’aliquota operativa di Piacenza, insieme ai colleghi di San Nicolò e Borgonovo.
Quel giorno d’estate a Gragnano con la scusa di comprare un’anguria, quattro sconosciuti (il quinto attendeva in auto) avevano minacciato e rapinato la dipendente del piccolo negozio.
Due giovani si erano avvicinati alla commessa, una 45enne, proponendo un baratto: alcune paia di calze in cambio di un’anguria. Lei aveva negato e a quel punto i due l’avevano aggredita, spinta e tenuta ferma contro il muro, mentre altri due uomini erano entrati nel negozio e il quinto li aspettava fuori in macchina. Così, i quattro all’interno avevano preso il registratore di cassa contenente 700 euro, oltre a due telefoni cellulari che si trovavano sul banco. Poi erano fuggiti.

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