Da Borghetto alla Nuova Zelanda, la storia dell’”alpino” Victoria Moia

03 Aprile 2013

Victoria Moia è stata l’unica donna alpino piacentina. Alla Festa Granda di Piacenza, il 18 settembre 2011 ha avuto il privilegio di svolgere il ruolo di alfiere portando il vessillo della sezione piacentina dell’Ana. Oggi Victoria ha 24 anni e l’esperienza operativa tra le penne nere si è conclusa dopo due anni di volontaria in ferma breve nella Brigata Taurinense di Cuneo ma lo spirito e gli insegnamenti sono indelebili. In un Paese che sembra offrire poco alla sua generazione, la giovane e intraprendente piacentina ha deciso di non stare a guardare ma di fare una scelta radicale. Da ottobre vive dall’altra parte del mondo, il luogo più lontano in assoluto dall’Italia: la Nuova Zelanda, 24 ore di volo e un fuso orario avanti di 12 ore. Un’isola tutta da scoprire dove Victoria lavora in un bar e dove ha deciso di mettere le radici insieme al suo fidanzato: da poco infatti, hanno acquistato una casa a Tauranga, una delle città più grande della Bay of Planty. E proprio l’investimento consistente impedirà alla 24enne di partecipare all’adunata nazionale degli alpini in programma a Piacenza dal 10 al 12 maggio. Voleva esserci e quando telefonicamente le chiediamo di mandare un messaggio ai piacentini per l’adunata, la voce si spezza. Si commuove Victoria e il primo pensiero va al presidente delle penne nere piacentine Bruno Plucani: “Volevo dire a Bruno che finalmente ce l’abbiamo fatta a portare gli alpini a Piacenza. Non ci sarò ma lancio un appello ai piacentini: comportatevi bene con le penne nere perché porteranno tanti soldi sul territorio, e agli alpini dico di divertirsi ma senza eccedere con l’alcool e di lasciare la città intatta perché tutti possano avere un ottimo ricordo”. Dei suoi due anni in divisa resta una miriade di ricordi, dagli esordi non proprio semplici, dall’essere donna in un mondo che definisce “ancora un po’ maschilista” e poi quei quattro mesi a Roma per l’iniziativa “Strade sicure” che l’ha portata per le strade della Capitale dove la gente stringeva le mani agli alpini e li ringraziava per la loro umanità, la dote che ha sempre contraddistinto le penne nere. Quest’anno non potrà sollevare il vessillo della sezione piacentina ma con il pensiero sarà indubbiamente vicina ai suoi commilitoni.

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