Pecore massacrate dai lupi. Coldiretti: “Occorre intervenire”

22 Maggio 2013

“Una vera e propria strage è quella che si è presentata ai nostri allevatori che in queste mattine hanno visto i loro animali massacrati dai lupi”. Con queste parole il Presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi non riesce a contenere la rabbia per l’accaduto. Due aziende delle prime colline di Travo hanno avuto i propri allevamenti distrutti da questo animale selvatico, ben 18 capi tra agnelli, capre e pecore. “Proprio nei giorni scorsi, sottolinea Adriano Fortinelli responsabile del settore caccia per Coldiretti Piacenza, siamo stati rassicurati dall’amministrazione provinciale che si sarebbe arginato il fenomeno e come una beffa i lupi, hanno colpito e ucciso. Si parla di specie protetta… Bene… ma i nostri animali chi li protegge. Bisogna aspettare che questi lupi attacchino le persone per capire che è un fenomeno che ci sta scappando di mano. E’ assolutamente necessario trovare una soluzione. Non si tratta solo di tutelare l’economia di aziende ma della sicurezza delle persone”. La cosa preoccupante è che la presenza del lupo non è più circoscritta a territori di alta montagna ma, come dimostrato da questi ultimi eventi, interessa l’intero territorio basso collinare dove, dopo cinghiali e caprioli diventano sempre più consuete le presenze dei lupi in prossimità dei centri abitati. Ciò crea inevitabilmente situazioni pericolose non solo per gli animali al pascolo delle aziende zootecniche ma anche per gli automobilisti che, sempre più spesso, impattano contro questi selvatici. La situazione ormai non è più sostenibile: piccoli allevamenti di pregio, spesso impossibilitati ad applicare misure di prevenzione per ragioni tecniche o economiche, vedono la costante perdita di animali e con essi l’unico reddito fonte di sostentamento familiare. E’ facile dunque intuire che questi attacchi mettono a rischio la presenza stessa di quei già pochi allevatori che con tenacia hanno resistito ad anni di dura crisi continuando comunque ad investire sul nostro territorio. Per Coldiretti Piacenza dunque il tema dei danni da fauna selvatica in agricoltura rimane un fronte particolarmente caldo: “Ci siamo fatti portavoce delle aziende associate, ed in particolare di tutte quelle imprese che svolgono la propria attività in zone collinari e/o montane e vedono il frutto del loro lavoro e dei loro sacrifici messo a repentaglio dalla fauna selvatica” prosegue Bisi. “Si tratta di una vera e propria emergenza causa di un clima di tensione e sfiducia tra le imprese agricole, che lamentano un eccessivo peso dei danni e un insufficiente risarcimento degli stessi da parte degli enti preposti”. Per il bene comune, per la sicurezza stradale e per la sopravvivenza delle aziende su un territorio dalle potenzialità inestimabili è assolutamente prioritario monitorare la situazione e prevedere delle misure di prevenzione più adeguate. “Ci spiacerebbe, conclude Bisi, dopo questo ennesimo episodio leggere il “solito” commento degli animalisti che dicono “povero lupo”… Ma ai poveri agnelli chi ci pensa? La scena che si è presentata stamattina ai nostri allevatori e che possiamo documentare con diverse foto era davvero assurda. Questi agnelli sono morti straziati. Per noi va bene tutelare il lupo, ma non possiamo più tollerare di sfamarli con i nostri animali”.

NOTIZIA DELLE 7 – Nove animali chiusi in recinto, in gran parte pecore, sono stati sbranati e sventrati durante la notte: a Ballotta di Travo sono tornati in azione i lupi che popolano la colline e montagne piacentine.

“Mio marito è salito al pascolo e si è trovato davanti a quello spettacolo – ha detto a Libertà Paola De Martini, che gestisce una piccola azienda agricola – ossia otto pecore morte, azzannate al collo, e un capretto completamente sventrato e mangiato. Un altro agnello è in fin di vita e probabilmente morirà per le ferite. Abbiamo subito chiamato le autorità competenti e il veterinario dell’Ausl crede che si tratti molto probabilmente di lupi, anche se non si può escludere che possa essere stato anche qualche cane”.
È stato avvisato l’ufficio faunistico della Provincia con il suo dirigente Enrico Merli: gli agenti sono saliti al pascolo e presto si farà un sopralluogo nella zona per installare delle telecamere con visione notturna a raggi infrarossi, per cercare di catturare il movimento della fauna selvatica nella zona: è probabile, infatti, che gli eventuali lupi possano tornare al pascolo dopo il primo “colpo” proprio per l’abbondanza di prede.

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