Il dipendente comunale arrestato: “Credevo di poter fare quel viaggio”

28 Maggio 2013

Palazzo Mercanti, sede del Comune di Piacenza

“Pensavo di poter fare quel viaggio, non era mia intenzione truffare il Comune per cui lavoro da vent’anni”. Il dipendente comunale arrestato nei giorni scorsi dalla polizia municipale di Piacenza ha spiegato così il suo comportamento al giudice per le indagini preliminari Gianandrea Bussi nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina.
Assistito dal legale di fiducia Alida Liardo, l’uomo, 50 anni, originario di Salerno, incensurato e residente nel Lodigiano, ha risposto alle domande del gip, che si è riservato di decidere se revocare gli arresti domiciliari a cui ora il fattorino è sottoposto.
Secondo l’accusa del pubblico ministero Antonio Colonna, il dipendente comunale avrebbe chiesto al Comune quattro mesi di permesso per assistere l’anziana madre malata e beneficiando di questa opportunità si sarebbe recato per un paio di settimane in vacanza in Ecuador. Gli viene contestato il reato di truffa ai danni dello Stato.
L’uomo, che svolge la mansione di commesso, avrebbe ottenuto un congedo straordinario (come previsto da un decreto legislativo del 2001) dal 30 novembre dello scorso anno al 21 marzo. Ad inizio dicembre però si sarebbe concesso una vacanza in Sudamerica. “Ho fatto tutto in buona fede, non volevo assolutamente truffare il Comune”, ha detto al giudice, che sentirà il pubblico ministero prima di stabilire se rimetterlo in libertà.

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