Profughi, il Comune sceglie la fermezza: “Impossibile una soluzione collettiva”

05 Luglio 2013

Profughi alla Circoscrizione 2

Mentre i profughi e gli altri stranieri sgomberati dal Ferrhotel continuano a vivere all’ex Circoscrizione 2 in attesa della sistemazione definitiva alla vicenda, il Comune ribadisce la linea della intransigenza già messa in campo nei giorni scorsi: nessuna soluzione collettiva, in particolare per coloro che non hanno lo status di profugo nè di rifugiato. Lo ha ribadito il sindaco Paolo Dosi, non risparmiando anche qualche frecciata polemica a chi sta in qualche modo alimentando questa situazione: “Gli stranieri ascoltino i nostri suggerimenti, portando avanti contatti personali con gli operatori dei servizi sociali. Sappiamo che qualche soggetto, anche italiano, sta cercando di condizionali, facendo emergere un pregiudizio nei confronti del Comune assolutamente infondato. Siamo a disposizione, per loro come per tutte le persone in difficoltà. Ma una soluzione unica per tutti è impossibile”.

IL COMUNICATO DEL COMUNE – “L’amministrazione comunale sta affrontando con la massima attenzione e con impegno concreto una questione di profondo disagio sociale, rispetto alla quale non dobbiamo però dimenticare – chiarisce il sindaco Paolo Dosi – che solo due tra le 26 persone identificate in occasione dello sgombero del Ferrhotel hanno il riconoscimento dello status di rifugiato, per cui non va usato impropriamente il termine profugo. Come abbiamo già detto, poi, sulla base degli elenchi ministeriali ufficiali risulta che sono tuttora a Piacenza non più di 10 persone tra coloro che, pur non essendo profughi, furono collocati per motivi umanitari presso il Ferrhotel. Ricordo che la maggior parte delle persone presenti presso la struttura, al momento dello sgombero, proviene non da Libia e Tunisia, bensì dal Marocco, Paese non colpito dall’emergenza. Abbiamo già condiviso, con le persone interessate, le modalità con cui nei prossimi giorni potremo valutare la situazione di ciascuno, sia tenendo conto delle normative, sia delle risorse limitate che il Comune ha oggi a disposizione, non solo in termini economici ma anche per quanto riguarda la capacità dei propri centri di accoglienza. Più di così, peraltro in un contesto di crisi che purtroppo riguarda tantissimi cittadini, italiani e stranieri, residenti a Piacenza, l’amministrazione non ha i mezzi né la possibilità di intervenire. Proprio per questo, da parte nostra – conclude Dosi – non c’è stata alcuna promessa di soluzioni miracolose, semplicemente l’avvio doveroso di un percorso, al quale non intendiamo certo sottrarci, per cercare insieme di dare un’opportunità a chi ha bisogno di aiuto. Nel rispetto, tuttavia, di priorità e criteri che valgono per tutti, senza discriminazioni né corsie preferenziali. E, ovviamente, di concerto con le altre istituzioni del territorio, a cominciare dalla Prefettura”.

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