Il direttore Asl Bianchi minacciato e insultato. Condanna dei sindacati

07 Agosto 2013

Andrea Bianchi, direttore generale Ausl Piacenza

I sindacati piacentini scendono in campo per difendere il direttore generale dell’Asl Andrea Bianchi e dicono basta alle minacce rivolte al numero uno dell’azienda dopo la presentazione del progetto di ristrutturazione dell’ospedale di Fiorenzuola. “Riteniamo molto grave – scrivono Paolo Lanna, Segretario generale CGIL Piacenza, Marina Molinari, Segretario generale aggiunto CISL Parma e Piacenza Massimiliano Borotti, Segretario generale UIL Piacenza che Bianchi abbia ricevuto lettere di minacce. La violenza, in tutte le sue forme, deve sempre essere rifiutata. Lettere minatorie, insulti su facebook e, negli ultimi giorni, perfino attacchi sul piano personale espressi anche da uomini delle istituzioni, vanno oltre la normale dialettica per cui tutte le opinioni sono legittime e possono essere manifestate. Quando lo scontro avviene demonizzando le persone invece che nel merito delle questioni, non si rende un buon servizio al confronto democratico”.
Cgil, Cisl e Uil di Piacenza esprimono quindi solidarietà personale al direttore generale. “Noi continueremo ad esprimere le nostre opinioni- concludono – e a rivendicare il protagonismo dei lavoratori ma lo faremo sempre nel rispetto dei nostri interlocutori”.

Sulla vicenda dell’ospedale di Fiorenzuola interviene anche la Lega Nord, con una interrogazione del consigliere regionale Stefano Cavalli: “la riduzione delle prestazioni erogate dalle strutture piacentine si traduce in un incremento della mobilità passiva che grava sensibilmente nelle casse dell’Azienda sanitaria piacentina”. Considerato che “una consistente porzione degli spazi dell’ospedale non interessati dai lavori ospita attualmente gli uffici amministrativi della struttura”, Cavalli chiede alla Regione se sia stata considerata l’ipotesi di spostare tali uffici anziché trasferire i reparti. L’esponente della Lega nord vuole poi sapere se e come la Giunta regionale intenda attivarsi per contenere la riduzione dei servizi offerti e la conseguente mobilità passiva e, infine, come intenda informare l’utenza e il personale dell’ospedale circa i programmi di sospensione e i trasferimenti dei reparti fornendo garanzie sulla tempestiva riattivazione degli stessi non appena terminati i lavori.

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