Volontaria tra i profughi siriani, l’esperienza di Nicoletta Novara

19 Luglio 2014

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C’è chi era povero e chi viveva una vita agiata. Al campo profughi di Kilis in Turchia hanno trovato riparo un centinaio di siriani fuggiti dal loro Paese, martoriato da un conflitto civile che prosegue da tre anni nell’assordante silenzio mediatico.

La piacentina Nicoletta Novara, 30 anni, giornalista freelance di Libertà, ha vissuto un’esperienza come volontaria nel campo profughi insieme all’associazione modenese Time for Life, creata dall’avvocato Elisa Fangareggi che periodicamente, grazie ai suoi volontari, porta aiuti umanitari al campo profughi.

“Due anni fa sono stata in Afghanistan per un viaggio embedded (giornalisti al seguito delle truppe militari) e ho visto le conseguenze che la guerra lascia sulla popolazione. Ho sentito l’esigenza di fare qualcosa per le vittime dei conflitti – ha raccontato Nicoletta Novara a Telelibertà – e da una ricerca su internet sono entrata in contatto con Time for life che mi ha colpito per la serietà con la quale opera tra i profughi. Abbiamo portato al campo 200 chili di materiale, soprattutto generi di prima necessità”

Nel viaggio di ritorno, le volontarie della Onlus hanno accompagnato all’ospedale Bambin Gesù di Roma, Gais un bimbo di 7 mesi affetto da leucemia e in attesa di trapianto. Con lui è arrivata tutta la famiglia.

“E’ stata un’esperienza unica, molto forte – continua la giornalista – mi ha colpito in particolare la dignità con la quale le donne crescono i loro figli per cercare di dare loro in un futuro in una situazione così difficile”.

Un’esperienza che racchiude in se coraggio e vocazione umanitaria visto che oltre al tempo, i volontari investono anche il proprio denaro per le spese di viaggio. Nicoletta Novara racconterà il viaggio in un reportage in onda nei prossimi giorni su Telelibertà.

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