Alluvione, sei mesi dopo: ancora tanto da fare, attesi i rimborsi

14 Marzo 2016

Farini

Alluvione, sei mesi dopo. I privati attendono risposte, promesse entro giugno, per poter ricostruire almeno le proprie case. Alcune attività sono ripartite, rimboccandosi le maniche, ma a singhiozzi, nella stragrande maggioranza dei casi, solo al 50 per cento. Così nel quartiere produttivo di Marsaglia, così a Roncaglia. A Vigolzone ci sono campi che, interamente spazzati via e distrutti, non sono più stati sistemati, perché è impossibile farlo. Su 88 milioni di euro di danno stimati dopo l’alluvione del 14 settembre, sono arrivati sul territorio piacentino in sei mesi 17.216.122 euro.

A Farini è stata realizzata la difesa spondale e i giovani del paese hanno promesso di dipingerla, perché non sia tanto “grigia”. Per l’assessore regionale Paola Gazzolo quel muro-simbolo potrà diventare il “muro della solidarietà”. Ma non è facile ripartire e ancora ieri, alla Santa Messa di ringraziamento ai volontari, nella chiesa di Farini, erano tanti gli occhi lucidi. I più colpiti dalla grande piena sono i piccoli del paese. Per loro, come spiegato dalla direttrice della scuola, Teresa Andena, è stato attivato un percorso in collaborazione con “La Ricerca”, che attraverso colloqui individuali prova a ricucire le ferite.

Intanto, ancora le strade franano (l’ultima in ordine di tempo la provinciale per Bedonia, che resterà chiusa tutta la settimana per consentire i lavori) e i Piani di protezione civile, dove mancanti, sono in faticosa fase di approvazione. Massimo Chiavazzo, unico sopravvissuto sulla strada di Recesio, dove hanno perso la vita tre persone, parla a sei mesi di distanza di un grande “senso di vuoto”, impossibile da colmare. E Martina Picca, che a 18 anni ha visto la sua casa crollare, spiega di non riuscire più a immaginare il suo futuro a Farini. C’è ancora tanto da fare. E i primi a dover essere ricostruiti sono i sogni dei più giovani.

“Ai cantieri aperti se ne aggiungeranno presto altri per un investimento complessivo di 360 mila euro“, ha annunciato Paola Gazzolo. Tra questi, sono compresi i lavori di ripristino della viabilità della Casa Protetta Alta Val Nure in località Bocchie finanziati dalla Regione con 160 mila euro.
Allo stesso tempo, partiranno a breve due interventi di risezionamento dell’alveo del Nure, della Lobbia e di torrenti minori, di ripristino di opere idrauliche danneggiate o distrutte poste a protezione degli abitati e sulla viabilità per un totale di 200 mila euro.

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