Piacenza

Aumenti Tari, categorie economiche al Comune: “Aziende vessate dalle tasse”

4 novembre 2016

Piacenza vista dall'alto

Le associazioni di categoria piacentine lanciano l’allarme dopo che il Comune di Piacenza ha annunciato che mancherebbero 1,85 milioni di euro per “far quadrare” il bilancio di previsione 2017. “Ne siamo preoccupati come cittadini e, ancor più, come rappresentanti delle categorie economiche” – si legge in una nota a firma di Confindustria, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confocooperative, Confesercenti, Legacoop, Unione Commercianti e Libera Artigiani. “Negli anni – scrivono – abbiamo registrato una pessima consuetudine: se c’è un buco nel bilancio si chiude aumentando la Tari, soprattutto quella delle imprese. In queste settimane tutti i nostri iscritti, che hanno ricevuto gli avvisi di pagamento della tassa rifiuti appesantiti dell’8% rispetto al 2015, ci manifestano la nitida percezione di essere pesantemente vessati (anche) da questa tassa: percezione più che fondata, dal momento che gli aumenti, costanti, di questi ultimi anni, si traducono in percentuali da tasso di inflazione degli anni ’80. In pratica la quantificazione della Tari non ha nulla a che vedere con l’effettiva produzione dei rifiuti – scrivono –  le nostre aziende smaltiscono in proprio i rifiuti speciali, differenziano, ne riducono la produzione (quando cala il lavoro, purtroppo, fenomeno molto diffuso, calano anche le quantità di rifiuti): tutto questo non scalfisce minimamente i criteri di formazione della Tari.

Nel frattempo leggiamo, nella delibera del Consiglio Comunale con cui si sono approvate le tariffe Tari 2016, che la loro quantificazione comprende, tra l’altro, i costi per l’attività di controllo e accertamento per i mancati pagamenti e le utenze non dichiarate e quelli per gli insoluti. Non possiamo più accettare di farci carico delle debolezze e delle carenze altrui”.

Chiediamo pertanto di essere coinvolti, di poterci confrontare con l’Amministrazione, prima che le decisioni vengano assunte” – conclude la nota.

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