Profughi, i nuovi posti disponibili sono 1.500. L’ira dei sindaci

07 Aprile 2017

Non c’è solo la protesta del Comune di Piacenza contro l’assegnazione di nuovi profughi. L’apertura delle proposte arrivate in prefettura, riguardanti ben 1.500 posti disponibili in tutto il nostro territorio (per una spesa massima di 19 milioni di euro fino al 31 dicembre), ha provocato la sollevazione di altri sindaci.

Quello di Ferriere Giovanni Malchiodi, ad esempio, si scaglia contro la possibilità che arrivino 30 richiedenti asilo nella frazione di Gambaro: “Dove possono essere accolti trenta profughi a Gambaro? Stiamo scherzando? Che integrazione possiamo dare loro? Quale futuro? La popolazione è compatta, unita. Non vogliamo i profughi. Non passeranno dal ponte”.

Lucia Fontana, sindaco di Castelsangiovanni (che vedrebbe il proprio numero salire a 40), annuncia di voler organizzare una grande manifestazione, coinvolgendo tutti i primi cittadini: “Basta con questo sistema che non porta a nulla. Mi chiedo che senso abbia continuare ad andare avanti in questo modo, senza un preciso disegno”.

“Situazione insostenibile”. Come presidente dell’Unione Bassa Valdarda Fiume Po e sindaco di Castelvetro, Luca Quintavalla, commenta il possibile arrivo di nuovi profughi nel suo paese, uno di quelli che, fino ad oggi, non erano rimasti coinvolti dal fenomeno, insieme a pochi altri.

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