Protesta di un disabile: “Dopo il divorzio il Comune mi vuole spostare in una casa più piccola”

03 Marzo 2019

Ha divorziato dalla moglie, così il Comune gli ha proposto una casa popolare più piccola. Ma il 62enne piacentino in sedia a rotelle, invalido al 100% e residente negli alloggi pubblici in via Neve, non ha alcuna intenzione di andarsene.
“Non sono autosufficiente, perciò mia figlia trascorre molte ore a casa mia per aiutarmi con le faccende domestiche, talvolta fermandosi anche di notte in caso di problemi di salute. Ecco perché, per me, è fondamentale contare su una stanza da letto in più dove ospitarla insieme al suo bambino”.

Dopo la separazione dalla moglie nel 2017, il 62enne ha modificato l’intestazione sui documenti della casa popolare e il Comune – riscontrando un inquilino in meno nell’alloggio – pochi giorni lo ha invitato a trasferirsi in un altro appartamento più ristretto, passando da 70 a 40 metri quadrati. Per l’uomo però è troppo piccolo, in quanto non riuscirebbe ad accogliere sua figlia per l’assistenza quotidiana di cui ha bisogno.

Lo scorso 28 febbraio, il cittadino ha incontrato l’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati, la quale ha spiegato che la casa “spetta a famiglie più numerose” e non è corretto che venga occupata da un solo soggetto. Per restare in un alloggio con due camere da letto, secondo Sgorbati, l’uomo dovrebbe presentare un certificato di assistenza continuativa per ventiquattr’ore al giorno e un contratto d’assunzione di un collaboratore domestico.

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